venerdì 4 aprile 2008

Rezzato, 8 aprile 2008...

New York, alla metà degli anni Settanta, diventa il laboratorio della new wave. Nel tempio underground del Cbgb's, Patti Smith, Ramones e Television incendiano l'audience con un nuovo sound, che getta le basi del punk e cambia forse per sempre il rock. Rifacendosi ai maestri decadenti Velvet Underground, i pionieri newyorkesi innestano nella forma canzone classica gesti sonori che esprimono le nevrosi della gioventù cresciuta senza gli ideali utopistici degli anni Sessanta. Di questa triade sublime, gli ultimi ad arrivare alla loro opera prima sono proprio i Television di Tom Verlaine, stralunato chitarrista dal collo da cigno, affascinato dalla poesia decadente (come rivela il suo pseudonimo) e con un passato di scaricatore di porto e commesso di libreria. Preceduto dal singolo "Little Johnny Jewel", edito dall'etichetta indipendente Ork, arriva il loro album d'esordio per la Elektra: "Marquee Moon" (1977). Il disco, capolavoro assoluto dell'intera new wave, è una struggente rivisitazione della vecchia psichedelia underground, un mosaico di accompagnamenti dissonanti e assoli stranianti, entrambi impostati sulla ripetizione monotona della stessa frase e su variazioni di timbro. Le canzoni sono segnate soprattutto dalle straordinarie frasi di chitarra di Verlaine. Basi blues, riff irresistibili ricchi di arpeggi, feedback, tremoli e glissati, assoli bizzarri, vagamente jazzati che strizzano l'occhio anche ad alcune suggestioni orientali reinventano, di fatto l'uso della chitarra elettrica nella musica rock, facendone la loro "voce", proprio nel mezzo di una stagione - quella del punk - che aveva messo al bando gli assoli di chitarra. Patti Smith, che con il leader dei Television ha condiviso relazioni sia sentimentali sia artistiche, ha detto di lui una volta: "Il suono della chitarra di Tom Verlaine fa pensare all'urlo di mille uccelli". La chitarra di Verlaine, infatti, suona acida, stridula, straniante, assecondando le tonalità gutturali del suo canto da androide allucinato. Nasce così il folk-rock sgraziato (e memorabile) di "Venus", con un affilato fraseggio di chitarra e un giro di basso circondato dai cori suadenti, da un ritornello delizioso e da magie percussive. E poi la dolcezza scomposta della ballata "Elevation", giocata su una personalissima linea di basso che si interseca con gli arpeggi dolorosi della chitarra, e l'andamento meccanico dell'algida "See No Evil". Sono folgorazioni di un rock vibrante e lirico, che sa trasmettere al contempo scosse di nevrosi e un senso di rassegnata desolazione. E poi ci sono le due lunghe jam di "Marquee Moon" e "Torn Curtain", inquietanti progressioni nella psiche umana dalle tinte nere e malate. La title track, meravigliosa suite "lunare", è una dilatata sequenza di art rock circolare, che si perde in effetto ipnotico con reminescenze progressive. Ed è soprattutto una raggelante dimostrazione di quello che la chitarra di Verlaine può riuscire a fare: inquietante ed evocativa (il famoso "urlo di mille uccelli" decantato da Patti Smith), ma anche ossessiva e sfibrante, conduce l'ascoltatore lungo un sentiero tortuoso, sottilmente cerebrale. "Torn Curtain" è una cavalcata elettrica dalle cadenze blues, una serenata acida che, alternando la sponda tenera di organo e piano alla foga della batteria, raffigura una lunga notte che si stende inesorabile sul mondo. Il brano mette anche in evidenza il sostegno fornito da Fred Smith al basso e Billy Ficca alla batteria, preziosi anche negli arrangiamenti. Sono jam alienate e desolate, figlie del free-jazz di Coltrane e della psichedelia dei Grateful Dead, che si trascinano maestosamente in agonie interminabili. La voce strozzata di Verlaine rievoca a tratti quella di Patti Smith, ma è ancora più tesa e nevrotica, mentre il suo canto puo' considerarsi una variante "sofisticata" del recitato perverso di Lou Reed. Il rock stralunato dei Television è solo l'altra faccia di quella desolazione urbana, di quella paura per il futuro raccontata dai Pere Ubu in "Modern Dance" e da band come Devo e Ultravox: un passaggio fondamentale nella costruzione di un nuovo genere musicale, la new wave, che si rivelerà tra i più fertili del decennio successivo. "Marquee Moon" conquisterà la critica di tutto il mondo, ma in patria vende poco. Scriverà John Rockwell di Rolling Stone: "I Television erano troppo stridenti e anacronistici (quasi dei Byrds a nervi scoperti) per avere successo". Verlaine e soci spopoleranno invece in Inghilterra, influenzando non poco il passaggio alle forme più desolate della new wave di Joy Division, Echo & The Bunnymen, Cure, Siouxsie and The Banshees, Smiths. E il loro insegnamento resterà fondamentale anche nei successivi decenni, come dimostreranno Smog, Interpol e tanti altri. (ondarock.it)

La Guerra Dei Mondi

"Alla fine del XIX secolo nessuno avrebbe creduto che le cose della terra fossero osservate da intelligenze superiori a quelle degli uomini." Così inizia il primo romanzo di fantascienza, apparso nel 1898, dalla penna di uno dei pionieri del genere: un avvio lento, con una riflessione sulle false certezze umane, a metà tra il filosofico e l'umoristico, nell'epoca dell'illusione positivista. Subito però la storia si anima e, in un crescendo di suspense, descrive l'arrivo sulla terra di terrificanti marziani che seminano la distruzione e minacciano di cancellare ogni traccia di vita sul pianeta. Un gioco di fantasia e una lente di ingrandimento sulle paure della società post-industriale inglese, ancora oggi attuale, grazie a uno stile che coniuga con intelligenza gli ingredienti del racconto fantastico e del romanzo dell'orrore. (ibs.it)

giovedì 3 aprile 2008

My name is Earl

The 40 Year Old Virgin

martedì 1 aprile 2008

guaranteed

Inginocchiato non c'è modo di essere libero
sollevando una tazza vuota, chiedo silenziosamente
che tutte le mie destinazioni accettino quello che sono io
così riesco a respirare...
dei cerchi si espandono e ingoiano le persone per intero
per metà delle loro vite dicono buonanotte
a mogli che non conosceranno mai
ho una mente piena di domande
ed un insegnante nella mia anima, va così...
non venire più vicino o dovrò andarmene
i posti che tirano mi attirano come la gravità
se mai ci fosse qualcuno per cui restare a casa
quel qualcuno saresti tu...
tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato
pensano a me e al mio vagare,
ma io non sono mai quello che pensavano
ho la mia indignazione ma sono puro in tutti i mei pensieri
io sono vivo...
il vento è tra i miei capelli,
mi sento parte di ogni posto
al di sotto del mio essere c'è una strada che è scomparsa
a notte fonda sento gli alberi,
stanno cantando con i morti, lassù...
lascia che sia io a trovare un modo di essere
considerami un satellite sempre in orbita
conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano
garantito...

giovedì 27 marzo 2008

hard sun

Quando cammino accanto a lei
sono l'uomo migliore
quando cerco di lasciarla
torno indietro barcollando di nuovo
una volta ho costruito una torre d'avorio
in modo da venerarla dall'alto
e quando sono sceso per essere liberato
mi ha fatto entrare di nuovo
c'è un grande, grande sole pesante
che batte sulla grande gente
nel grande e difficile mondo
quando viene a salutarmi
lei è la grazia ai miei piedi
quando vedo le sue gambe, il suo fascino
lei me lo getta indietro di nuovo
una volta, molto presto ho scavato una tomba
per trovare una terra migliore
lei mi ha sorriso e ha riso di me
e ha ripreso di nuovo il suo malessere
c'è un grande, grande sole pesante
che batte sulla grande gente
nel grande e difficile mondo
c'è un grande, grande sole pesante
che batte sulla grande gente
nel grande e difficile mondo
quando sto per attraversare quel fiume
lei è il conforto al mio fianco
quando cerco di comprendere
lei apre i suoi occhi
c'è un grande, grande sole pesante
che batte sulla grande gente
nel grande e difficile mondo
una volta stavo per perderla
quando ho visto cosa avevo fatto
sono sceso e ho fatto volare via le ore
del suo giardino e del suo sole
così ho provato ad avvertirla
mi sono voltato per vederla piangere
40 giorni e 40 notti
e ancora il pensiero mi tormenta
c'è un grande, grande sole pesante
che batte sulla grande gente
nel grande e difficile mondo

mercoledì 26 marzo 2008

domenica 23 marzo 2008

mai come ieri

Perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi
insopportabile
forse è meglio dondolarsi
tra l'estasi e la noia
cercando le risposte
più plausibili
com'era l'albero
così sarà il frutto
dolce pensiero di vivere tutto
non può essere
mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere
mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo
ci sono infinite cose
deliziose
così vicine agli occhi
che non le sai vedere
quanto tempo abbiamo perso
inutilmente
seguendo dei percorsi
inevitabili
com'era l'albero
così sarà il frutto
dolce pensiero di vivere
tutto
non può essere
mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere
mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo
non può essere
mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere
mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo
perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile

mercoledì 19 marzo 2008

lo straniero

E' vero, tutti noi abbiamo una faccia
Che teniamo sempre nascosta
E la tiriamo fuori e ce la guardiamo
Quando tutti se ne sono andati
Alcune sono di raso, altre di acciaio
Alcune da sera, altre di cuoio
Sono le facce dello straniero
Ma amiamo provarle tutte.
E' vero, tutti ci innamoriamo
Ma disprezziamo il pericolo
E sebbene condividiamo molti segreti
Ce ne sono alcuni di cui non parliamo mai
Perché sei così sorpreso
Di non aver mai visto lo straniero
Non hai mai permesso alla tua amante
Di vedere lo straniero che c'è in te?
Non essere dispiaciuto di riprovarci
Tutti vanno a sud - di tanto in tanto
Tu l' hai gia fatto, perché non può un altro?
Dovresti saperlo
In questo sei già stato te stesso
Una volta credevo di essere molto romantico
Poi arrivavo a casa da una donna
Che non potevo riconoscere
Quando insistevo per saperne la ragione
Continuava a rifiutarsi di rispondere
E' stato allora che ho sentito lo straniero
Colpirmi dritto tra gli occhi
E' vero, tutti ci innamoriamo
Ma disprezziamo il pericolo
E sebbene condividiamo molti segreti
Ce ne sono alcuni di cui non parliamo mai
Perché sei così sorpreso
Di non aver mai visto lo straniero
Non hai mai permesso alla tua amante
Di vedere lo straniero che c'è in te?
Non essere dispiaciuto di riprovare
Tutti vanno a sud - di tanto in tanto
Tu l' hai gia fatto, perché non può un altro?
Dovresti saperlo
In questo sei già stato te stesso
Non potrai mai capire
Da chi lo straniero sia ispirato
Ma non è sempre il diavolo
E non ha sempre sbagliato
Sebbene tu anneghi nelle buone intenzioni
Non spegnerai mai il fuoco
A cui consegnerai i tuoi desideri
Quando lo straniero se ne va.

martedì 18 marzo 2008

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Over? Did you say "over"?
Nothing is over until we decide it is!
Was it over when the Germans bombed Pearl Harbor?
Hell no!

mercoledì 12 marzo 2008

quindicimarzo, sabato.

sorrow

Il dolce profumo di un grande dispiacere aleggia sopra la terra,
sbuffi di fumo si sollevano e si confondono nel cielo cupo,
un uomo sta disteso e sogna campi verdi e fiumi
ma si sveglia il mattino senza alcun motivo per svegliarsi.
È perseguitato dal ricordo di un paradiso perduto
nella sua gioventù oppure in un sogno, non sa essere preciso,
è incatenato per sempre ad un mondo perduto.
Non è abbastanza, non è abbastanza.
Il suo sangue si è ghiacciato, rappreso per il terrore,
le sue ginocchia hanno tremato e ceduto nella notte,
la sua mano si è indebolita al momento della verità,
il suo passo ha vacillato.
Un mondo, un'anima
il tempo passa, il fiume scorre
E lui parla al fiume dell’amore perduto e della fedeltà
e silenziose risposte che turbinano inviti
scivolano scure e turbate in un mare oleoso,
un sinistro presagio di quello che deve accadere.
C’e’ un vento incessante che spazza questa notte
e c'e' polvere nei miei occhi che acceca la vista
e silenzio che parla molto più forte delle parole
di promesse non mantenute.
(PINK FLOYD)

sabato 8 marzo 2008

negazione - 1983/1992

Tutti pazzi
Nelle strade, nelle piazze, nei palazzi
i bambini, madri a casa, operai
tanti soldi, una casa, un lavoro
tutti pazzi, tutti pazzi, tutti pazzi!
Non e` questa la mia vita,
tutto questo non fa per me
Una guerra, una morte, grande corsa verso la morte
tutti felici, tutti contenti, state morendo
tutti pazzi, tutti pazzi, tutti morti.

martedì 4 marzo 2008

Jeff Healey - 25 marzo 1966 - 02 marzo 2008

TORONTO, Ontario (AP) - Blind rock and jazz musician Jeff Healey has died after a lifelong battle against cancer. He was 41...
...Healey had battled cancer since age 1, when a rare form of retinal cancer known as Retinoblastoma claimed his eyesight... ...Due to his blindness, Healey taught himself to play guitar by laying the instrument across his lap... ...His unique playing style, combined with his blues-oriented vocals, earned him a reputation as a teenage musical prodigy. He shared stages with George Harrison, B.B. King and Stevie Ray Vaughan... ...He is survived by his wife, Christie, and two children. (cnn.com)