venerdì 11 aprile 2008

come è profondo il mare

Siamo noi, siamo in tanti,
ci nascondiamo di notte
per paura degli automobilisti,
dei linotipisti
siamo gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri,
non abbiamo da mangiare, come è profondo il mare,
come è profondo il mare.
Babbo che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani
caccia via queste mosche che non mi fanno dormire,
che mi fanno arrabbiare,
come è profondo il mare, come è profondo il mare.
E` inutile non c'è più lavoro, non c'è più decoro
Dio o chi per lui sta cercando di dividerci,
di farci del male,
di farci annegare,
come è profondo il mare come è profondo il mare.
Con la forza di un ricatto l'uomo diventò qualcuno,
resuscitò anche i morti, spalancò prigioni, bloccò sei treni
con relativi vagoni,
innalzò per un attimo il povero a un ruolo difficile
da mantenere poi lo lasciò cadere
a piangere e a urlare
solo in mezzo al mare,
come è profondo il mare.
Poi da solo l'urlo diventò un tamburo e il povero,
come un lampo,
nel cielo sicuro,
cominciò una guerra per conquistare quello scherzo di terra
che il suo grande cuore doveva coltivare,
come è profondo il mare
come è profondo il mare.
Ma la terra gli fu portata via compresa quella rimasta addosso
fu scaraventato in un palazzo o in un fosso, non ricordo bene,
poi una storia di catene, bastonate e chirurgia sperimentale.
Come è profondo il mare, come è profondo il mare.
Intanto un mistico, forse un aviatore, scoprì la commozione
che rimise d'accordo tutti, i belli con i brutti,
con qualche danno per i brutti che si videro consegnare
un pezzo di specchio così da potersi guardare,
come è profondo il mare, come è profondo il mare.
Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti,
assistettero curiosi, al dramma collettivo di questo mondo
che a loro indubbiamente doveva sembrare cattivo
e cominciarono a pensare, nel loro grande mare,
come è profondo il mare.
Nel loro grande mare, come è profondo il mare.
E` chiaro che il pensiero dà
fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce
anzi è un pesce e come pesce è difficile da bloccare
perchè lo protegge il mare, come è profondo il mare.
Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche
il pensiero è come l'oceano,
non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.
Così stanno bruciando il mare,
così stanno uccidendo il mare
così stanno umiliando il mare,
così stanno piegando il mare.

giovedì 10 aprile 2008

consequences

Not a day goes by
That a man doesn't have to choose
Between what he wants
What he's afraid to lose
Along comes temptation
And he can't refuse, no
I know the different 'tween wrong and right
Don't make no difference in the middle of the night
Take the bait
You pay the price
It's much too late
For good advice
You know and I know that our good things' through
Because there's consequences for what we do
Consequences for me and you
I was smokin' and drinkin'
And thinkin' when you walked by
The next thing I knew
I was making up my alibi, yes I was
And all I've done since then
Is lie, lie, lie
I took my chances
Had a real good time
But I'd give my soul
For a little piece of mind
To tell the truth
Is a big mistake
Homes will crumble and hearts will break
Baby, why gamble when there's so much to lose
Because there's consequences for what we do
Consequences for me and you
Oh, listen baby
It's just common sense
Sooner or later
We're gonna suffer the consequences
To tell the truth
And pay the price
I did not listen to Mama's good advice
You know and I know that our good things' through
Because there's consequences for what we do
Consequences for me and you
Consequences of the things that we do
Consequences for me and you
Yeah
We're gonna have to pay the price, baby
Yeah
We're gonna suffer the consequences
Yeah
For hot lovin'
On the side
Yeah
Yeah, yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah
Consequences, baby
Hot lovin'
On the side

magnà e dormì

MAGNÀ E DORMÌ
(Aldo Fabrizi)
So' du' vizietti, me diceva nonno,
che mai nessuno te li pò levà,
perché so' necessari pe' campà
sin dar momento che venimo ar monno.
Er primo vizio provoca er seconno:
er sonno mette fame e fà magnà,
doppo magnato t'aripija sonno
poi t'arzi, magni e torni a riposà.
Insomma, la magnata e la dormita,
massimamente in una certa età,
so' l'uniche du' gioje de la vita.
La sola differenza è questa qui:
che pure si ciài sonno pòi magnà,
ma si ciài fame mica pòi dormì.

hanami

桜

mercoledì 9 aprile 2008

dolce poi salato

quasi mai salato poi dolce...

Across The Universe

... ?!!!!????!!!!? ...

martedì 8 aprile 2008

captain america

TTT

aprire o non aprire quella porta

Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!

"...I Devo erano genio puro: icone feroci di una società sintetica e seriale, crearono un genere assolutamente nuovo e rivoluzionario, tutt'oggi scopiazzato da molte band riconosciute innovatrici. Da loro nacque una musica ibrida e mostruosa, un punk elettronico che necessitava delle immagini dei suoi eccezionali inventori perché fosse veramente efficace. Grazie ai Devo, un'estetica nuovissima del rock si impadronì dell'immaginario della gente. Un'ironia aspra e intelligente, una comicità a tratti grottesca traspare dai loro video, così come una filosofia e una critica sociale per nulla scontate..." (ondarock.it)

f-r-i-e-n-d-s

lunedì 7 aprile 2008

il giorno del sole

Il giorno del sole e` vicino
il giorno in cui il sole splende
come tu hai sempre voluto
Questo e` solo un miraggio
ma noi siamo qui legati
dobbiamo ancora strisciare nel fango
nella terra impregnata
di emozioni fortemente volute
nell'acqua limpida
delle sensazioni sincere
ma pagate col prezzo del dolore;
quello che ci rimane
e` la tristezza del tramonto
serena tristezza
di giorni vissuti e sofferti
nel limbo delle emozioni piu` forti
La nostra speranza
vede il giorno del sole
facile per gli ingenui
impossibile per gli ipocriti
l'unica nostra forza e` la sincerita`
il nostro giorno del sole
splendera` di energia
fin dall'alba
e il tramonto vivra`
dei nostri sorrisi
sui volti scavati dal pianto.

venerdì 4 aprile 2008

Fahrenheit 451

Il protagonista di Fahrenheit 451 è un Milite del fuoco - Guy Montag - che ha il compito di rintracciare chi si è macchiato del reato di lettura, di eliminarlo e di bruciarne i libri. In questo futuro alternativo tutte le case sono costruite con tecnologie che le rendono ignifughe e quindi il solo compito dei vigili del fuoco è quello di eliminare i libri e i loro possessori. Infatti è un reato sia leggere che possedere qualsiasi tipo di volume e, spesso, i proprietari decidono di essere bruciati vivi insieme alle loro biblioteche segrete. In questa società viene assicurato l'ordine sociale con regole ben precise. Tutti i cittadini rispettosi della legge devono utilizzare la televisione per istruirsi, informarsi e per vivere serenamente al di fuori di ogni inutile forma di comunicazione. La televisione come elemento ossessivo della società viene utilizzata dal governo per definire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Montag, che per anni è stato un vigile del fuoco modello, un giorno commette un'improvvisa infrazione: decide di leggere un breve trafiletto di un libro che dovrebbe bruciare. In seguito, attirato dalla sua prima fugace lettura, salva alcuni libri e inizia a leggerli di nascosto. La decisione di infrangere le regole gli viene suggerita dalla conoscenza di Clarisse, una ragazzina sua vicina di casa, che mostra un modo di vivere anomalo. Infatti Montag ha notato che i familiari di Clarisse alla sera non guardano la televisione, che non possiedono, ma trascorrono il tempo parlando tra di loro e tutti dimostrano di possedere un'allegria e spensieratezza difficile da comprendere e facilmente invidiabile. La famiglia di Clarisse sembra felice a differenza di quella di Montag, che non ha figli e la cui moglie, che ha appena tentato il suicidio ingerendo barbiturici, non ne vuole. Montag, dopo aver riflettuto a lungo, prende coscienza di non amare né realmente conoscere quella donna e capisce che nella sua vita c'è qualcosa di profondamente sbagliato. La lettura dei libri che ha sottratto lo conducono a scoprire un nuovo mondo, ma lo spingono inesorabilmente verso la rovina sociale. Sua moglie lo abbandona e i suoi ex colleghi lo cercano per punirlo. Nella parte finale del libro il protagonista è braccato dagli abitanti della città che, tramite la televisione, scrutano le strade attendendo il suo passaggio per poterlo denunciare alla polizia. Montag riesce a fuggire e si rifugia in campagna dove incontra dei vagabondi che come lui amano i libri e sperano un giorno di poter far risorgere la cultura dalle ceneri di quella società. Il libro si chiude con un bombardamento atomico, che distrugge le città: la nazione di Montag ha iniziato infatti a combattere una guerra con una nazione avversaria, ma i cittadini non si erano preoccupati del conflitto, dato che la televisione non li aveva mai informati sul suo effettivo andamento e sulle possibili catastrofi ad esso collegate. Montag e i suoi amici si incamminano verso una nuova città ove poter tramandare le loro conoscenze e i libri che hanno imparato a memoria. (it.wikipedia.org)

Rezzato, 8 aprile 2008...

New York, alla metà degli anni Settanta, diventa il laboratorio della new wave. Nel tempio underground del Cbgb's, Patti Smith, Ramones e Television incendiano l'audience con un nuovo sound, che getta le basi del punk e cambia forse per sempre il rock. Rifacendosi ai maestri decadenti Velvet Underground, i pionieri newyorkesi innestano nella forma canzone classica gesti sonori che esprimono le nevrosi della gioventù cresciuta senza gli ideali utopistici degli anni Sessanta. Di questa triade sublime, gli ultimi ad arrivare alla loro opera prima sono proprio i Television di Tom Verlaine, stralunato chitarrista dal collo da cigno, affascinato dalla poesia decadente (come rivela il suo pseudonimo) e con un passato di scaricatore di porto e commesso di libreria. Preceduto dal singolo "Little Johnny Jewel", edito dall'etichetta indipendente Ork, arriva il loro album d'esordio per la Elektra: "Marquee Moon" (1977). Il disco, capolavoro assoluto dell'intera new wave, è una struggente rivisitazione della vecchia psichedelia underground, un mosaico di accompagnamenti dissonanti e assoli stranianti, entrambi impostati sulla ripetizione monotona della stessa frase e su variazioni di timbro. Le canzoni sono segnate soprattutto dalle straordinarie frasi di chitarra di Verlaine. Basi blues, riff irresistibili ricchi di arpeggi, feedback, tremoli e glissati, assoli bizzarri, vagamente jazzati che strizzano l'occhio anche ad alcune suggestioni orientali reinventano, di fatto l'uso della chitarra elettrica nella musica rock, facendone la loro "voce", proprio nel mezzo di una stagione - quella del punk - che aveva messo al bando gli assoli di chitarra. Patti Smith, che con il leader dei Television ha condiviso relazioni sia sentimentali sia artistiche, ha detto di lui una volta: "Il suono della chitarra di Tom Verlaine fa pensare all'urlo di mille uccelli". La chitarra di Verlaine, infatti, suona acida, stridula, straniante, assecondando le tonalità gutturali del suo canto da androide allucinato. Nasce così il folk-rock sgraziato (e memorabile) di "Venus", con un affilato fraseggio di chitarra e un giro di basso circondato dai cori suadenti, da un ritornello delizioso e da magie percussive. E poi la dolcezza scomposta della ballata "Elevation", giocata su una personalissima linea di basso che si interseca con gli arpeggi dolorosi della chitarra, e l'andamento meccanico dell'algida "See No Evil". Sono folgorazioni di un rock vibrante e lirico, che sa trasmettere al contempo scosse di nevrosi e un senso di rassegnata desolazione. E poi ci sono le due lunghe jam di "Marquee Moon" e "Torn Curtain", inquietanti progressioni nella psiche umana dalle tinte nere e malate. La title track, meravigliosa suite "lunare", è una dilatata sequenza di art rock circolare, che si perde in effetto ipnotico con reminescenze progressive. Ed è soprattutto una raggelante dimostrazione di quello che la chitarra di Verlaine può riuscire a fare: inquietante ed evocativa (il famoso "urlo di mille uccelli" decantato da Patti Smith), ma anche ossessiva e sfibrante, conduce l'ascoltatore lungo un sentiero tortuoso, sottilmente cerebrale. "Torn Curtain" è una cavalcata elettrica dalle cadenze blues, una serenata acida che, alternando la sponda tenera di organo e piano alla foga della batteria, raffigura una lunga notte che si stende inesorabile sul mondo. Il brano mette anche in evidenza il sostegno fornito da Fred Smith al basso e Billy Ficca alla batteria, preziosi anche negli arrangiamenti. Sono jam alienate e desolate, figlie del free-jazz di Coltrane e della psichedelia dei Grateful Dead, che si trascinano maestosamente in agonie interminabili. La voce strozzata di Verlaine rievoca a tratti quella di Patti Smith, ma è ancora più tesa e nevrotica, mentre il suo canto puo' considerarsi una variante "sofisticata" del recitato perverso di Lou Reed. Il rock stralunato dei Television è solo l'altra faccia di quella desolazione urbana, di quella paura per il futuro raccontata dai Pere Ubu in "Modern Dance" e da band come Devo e Ultravox: un passaggio fondamentale nella costruzione di un nuovo genere musicale, la new wave, che si rivelerà tra i più fertili del decennio successivo. "Marquee Moon" conquisterà la critica di tutto il mondo, ma in patria vende poco. Scriverà John Rockwell di Rolling Stone: "I Television erano troppo stridenti e anacronistici (quasi dei Byrds a nervi scoperti) per avere successo". Verlaine e soci spopoleranno invece in Inghilterra, influenzando non poco il passaggio alle forme più desolate della new wave di Joy Division, Echo & The Bunnymen, Cure, Siouxsie and The Banshees, Smiths. E il loro insegnamento resterà fondamentale anche nei successivi decenni, come dimostreranno Smog, Interpol e tanti altri. (ondarock.it)

La Guerra Dei Mondi

"Alla fine del XIX secolo nessuno avrebbe creduto che le cose della terra fossero osservate da intelligenze superiori a quelle degli uomini." Così inizia il primo romanzo di fantascienza, apparso nel 1898, dalla penna di uno dei pionieri del genere: un avvio lento, con una riflessione sulle false certezze umane, a metà tra il filosofico e l'umoristico, nell'epoca dell'illusione positivista. Subito però la storia si anima e, in un crescendo di suspense, descrive l'arrivo sulla terra di terrificanti marziani che seminano la distruzione e minacciano di cancellare ogni traccia di vita sul pianeta. Un gioco di fantasia e una lente di ingrandimento sulle paure della società post-industriale inglese, ancora oggi attuale, grazie a uno stile che coniuga con intelligenza gli ingredienti del racconto fantastico e del romanzo dell'orrore. (ibs.it)

giovedì 3 aprile 2008

My name is Earl

The 40 Year Old Virgin

martedì 1 aprile 2008

guaranteed

Inginocchiato non c'è modo di essere libero
sollevando una tazza vuota, chiedo silenziosamente
che tutte le mie destinazioni accettino quello che sono io
così riesco a respirare...
dei cerchi si espandono e ingoiano le persone per intero
per metà delle loro vite dicono buonanotte
a mogli che non conosceranno mai
ho una mente piena di domande
ed un insegnante nella mia anima, va così...
non venire più vicino o dovrò andarmene
i posti che tirano mi attirano come la gravità
se mai ci fosse qualcuno per cui restare a casa
quel qualcuno saresti tu...
tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato
pensano a me e al mio vagare,
ma io non sono mai quello che pensavano
ho la mia indignazione ma sono puro in tutti i mei pensieri
io sono vivo...
il vento è tra i miei capelli,
mi sento parte di ogni posto
al di sotto del mio essere c'è una strada che è scomparsa
a notte fonda sento gli alberi,
stanno cantando con i morti, lassù...
lascia che sia io a trovare un modo di essere
considerami un satellite sempre in orbita
conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano
garantito...