venerdì 17 luglio 2009

The Times They Are a-Changin' - Bob Dylan - 1966

http://it.wikipedia.org/wiki/Personaggi_di_Watchmen#L.27era_dei_Minutemen
http://it.wikipedia.org/wiki/Watchmen

Venite intorno gente

dovunque voi vagate

ed ammettete che le acque

attorno a voi stanno crescendo

ed accettate che presto

sarete inzuppati fino all'osso.

E se il tempo per voi

rappresenta qualcosa

fareste meglio ad incominciare a nuotare

o affonderete come pietre

perché i tempi stanno cambiando.

Venite scrittori e critici

che profetizzate con le vostre penne

e tenete gli occhi ben aperti

l'occasione non tornerà

e non parlate troppo presto

perché la ruota sta ancora girando

e non c'è nessuno che può dire

chi sarà scelto.

Perché il perdente adesso

sarà il vincente di domani

perché i tempi stanno cambiando.

Venite senatori, membri del congresso

per favore date importanza alla chiamata

e non rimanete sulla porta

non bloccate l'atrio

perché quello che si ferirà

sarà colui che ha cercato di impedire l'entrata

c'è una battaglia fuori

e sta infuriando.

Presto scuoterà le vostre finestre

e farà tremare i vostri muri

perché i tempi stanno cambiando.

Venite madri e padri

da ogni parte del Paese

e non criticate

quello che non potete capire

i vostri figli e le vostre figlie

sono al dì la dei vostri comandi

la vostra vecchia strada

sta rapidamente invecchiando.

Per favore andate via dalla nuova

se non potete dare una mano

perché i tempi stanno cambiando.

La linea è tracciata

La maledizione è lanciata

Il più lento adesso

Sarà il più veloce poi

Ed il presente adesso

Sarà il passato poi

L'ordine sta rapidamente

scomparendo.

Ed il primo ora

Sarà l'ultimo poi

Perché i tempi stanno cambiando.

mercoledì 15 luglio 2009

martedì 14 luglio 2009

30th Annual Mooning of Amtrak

All Day Saturday, July 11, 2009, Laguna Niguel, (Orange County) California, U.S.A.

Gli abitanti di Laguna Niguel espongono il loro fondoschiena durante il 30esimo "Mooning of the trains", l'annuale appuntamento che si tiene ad Orange County, vicino a Los Angeles.

L'originale evento trae spunto da un'antica leggenda secondo cui la tradizione sarebbe iniziata nel 1979, quando l'agente K.T. Smith si propose di offrire da bere a chiunque avrebbe avuto il coraggio di correre fuori e "mostrarsi" al prossimo treno di passaggio.

Da quel giorno, ogni secondo sabato di luglio, gli abitanti del luogo non mancano di "abbassare" le loro inibizioni e la biancheria intima per premere le loro natiche contro il recinto di ferro, durante il passaggio dei treni.

(lastampa.it)

lunedì 13 luglio 2009

e la chiamano estate

e la chiamano estate

questa estate senza te

ma non sanno che vivo

ricordando sempre te

il profumo del mare

non lo sento non c'e' piu'

perche' non torni qui

vicino a me

e le chiamano notti

queste notti senza te

ma non sanno che esiste

chi di notte piange te

ma gli altri vivono parlano amano

e la chiamano estate

questa estate senza te

il profumo del mare

non lo sento non c'e' piu'

perche' non torni qui

vicino a me

e le chiamano notti

queste notti senza te

ma non sanno che esiste

chi di notte piange te

ma gli altri vivono parlano amano

e la chiamano estate

questa estate senza te

venerdì 10 luglio 2009

giovedì 9 luglio 2009

Gran Torino

mercoledì 8 luglio 2009

dune

Il Ciclo di Dune è una serie di sei romanzi di fantascienza scritti da Frank Herbert fra il 1965 e il 1985. Il ciclo è ambientato prevalentemente sul pianeta Arrakis, chiamato anche Dune, una landa desertica e inospitale, unico luogo di produzione, raccolta e raffinazione del Melange o Spezia, una preziosa e insostituibile sostanza, fondamentale per la struttura simil feudale della società galattica, organizzata attorno al Landsraad, all'Impero e alle Gilde. Arrakis e la sua complessa ecologia fanno da sfondo alla sfida per il controllo del pianeta, narrata inizialmente tra la dinastia Atreides e quella Harkonnen. Il primo romanzo Dune e, in generale, l'intera serie di Herbert hanno influenzato profondamente il mondo fantascientifico mondiale, a cominciare da Guerre Stellari, per stessa ammissione del suo ideatore George Lucas... (it.wikipedia.org) Ciclo di Dune: Dune (Dune, 1965) Messia di Dune (Dune Messiah, 1969) I figli di Dune (Children of Dune, 1977) L'imperatore-dio di Dune (God Emperor of Dune, 1981) Gli eretici di Dune (Heretics of Dune, 1984) La rifondazione di Dune (Chapterhouse Dune, 1985)

martedì 7 luglio 2009

luglio 1969 - luna - the Eagle has landed

Alle 4.57 del 21 luglio 1969 l’uomo ha messo piede sulla Luna. È cominciata così una nuova era nella storia umana: la conquista degli altri mondi, la scalata ai corpi celesti, l’assalto allo spazio. Non più prigioniero del proprio pianeta, l’uomo si è proiettato verso approdi ignoti. Finita la preistoria spaziale, si entrava nell’era cosmica.

... Perché dopo il messaggio di Armstrong, «qui base della Tranquillità, l’Aquila ha atterrato», la tensione si ruppe e salì al cielo un applauso che era l’applauso più fragoroso e più lungo che avessi mai udito, e insieme all’applauso un concerto di singhiozzi, di urli, di esclamazioni dove il sollievo si univa alla gioia, la gioia allo stupore, lo stupore all’orgoglio, e ciò non soltanto nell’auditorium, ma nei corridoi, nelle cabine radio, nelle stanze delle telescriventi, negli uffici, nello stesso Centro controllo dove mi dicono che Von Braun piangesse come un bambino. E piangeva Wally Schirra, e molti degli astronauti, e i direttori di volo. Il volto di Pete Conrad aveva il colore del gesso, quello di Alan Bean che scenderà con lui era terreo. Si alzò Charlie Duke, lasciò il posto a Ron Evans, spalancò la porta del Centro controllo, entrò nel recinto dei Vip e aggrappandosi a tutti balbettava: «We did it, we dit it! Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta!». Poi Duke uscì dal recinto dei Vip, si mise a correre per le stanze, per gli edifici, ripeteva «we did it, we did it, o God God God! Dio Dio Dio!». Questi uomini forti, sempre freddi e sempre distaccati, questi uomini sempre convinti che una ruota debba girare per il semplice fatto che è una ruota. Ci volle un bel po’ perché si ricomponessero, ci ricomponessimo, e ripensassimo alla voce con cui Armstrong aveva detto «l’Aquila è atterrata». Una voce soffice, tranquilla, priva di qualsiasi emozione ...

(estratto da l'Europeo - di Oriana Fallaci - 1969)

lunedì 6 luglio 2009

PSYCHO KILLER

I can't seem to face up to the facts

I'm tense and nervous and I

Can't relax

I can't sleep 'cause my bed's on fire

Don't touch me I'm a real live wire

Psycho Killer

Qu'est-ce Que C'est

fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better

Run run run run run run run away

Psycho Killer

Qu'est-ce Que C'est

fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better

Run run run run run run run away

You start a conversation you can't even finish it.

You're talkin' a lot, but you're not sayin' anything.

When I have nothing to say, my lips are sealed.

Say something once, why say it again?

Psycho Killer,

Qu'est-ce Que C'est

fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better

Run run run run run run run away

Psycho Killer

Qu'est-ce Que C'est

fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better

Run run run run run run run away

Ce que j'ai fais, ce soir la

Ce qu'elle a dit, ce soir la

Realisant mon espoir

Je me lance, vers la gloire ... OK

We are vain and we are blind

I hate people when they're not polite

Psycho Killer,

Qu'est-ce Que C'est

fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better

Run run run run run run run away

Psycho Killer,

Qu'est-ce Que C'est

fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better

Run run run run run run run away

oh oh oh oh oh oh oh oh....

domenica 5 luglio 2009

lontano lontano

Lontano, lontano nel tempo, qualche cosa negli occhi di un altro ti farà ripensare ai miei occhi, i miei occhi che t'amavano tanto. E lontano, lontano nel mondo, in un sorriso sulle labbra di un altro, troverai quella mia timidezza per cui tu mi prendevi un po' in giro. E lontano, lontano nel tempo, l'espressione di un volto per caso ti farà ricordare il mio volto, l'aria triste che tu amavi tanto. E lontano, lontano nel mondo, una sera sarai con un altro e ad un tratto chissà come e perché, ti troverai a parlargli di me, di un amore ormai troppo lontano.

giovedì 2 luglio 2009

A Small Victory

A hierarchy

Spread out on the nightstand

The spirit of team

Salvation is another chance

A sore loser

Yelling with my mouth shut

A cracking portrait

The fondling of trophies

The null of losing

Can you afford that luxury?

A sore winner

But I'll just keep my mouth shut

It shouldn't bother me

But it does

The small victories

The cankers and medallions

<<>>

They keep me thinking

That someday

I might beat you

But I'll just keep my mouth shut

It shouldn't bother me

But it does

IF I SPEAK AT ONE CONSTANT VOLUME AT ONE CONSTANT PITCH AT ONE CONSTANT RHYTHM

RIGHT INTO YOUR EAR, YOU STILL WONT HEAR

You still won't hear

You still won't hear

You still won't hear

You still won't hear

You still won't hear

You still won't hear

karl malden

Karl Malden dies at 97

Karl Malden, a versatile Oscar-winning actor who built a six-decade Hollywood career playing heroes and heavies -- and, often, relatable ordinary men -- yet who was certain he was best known as a commercial pitchman for American Express, has died. He was 97.

Malden died Wednesday of natural causes at his Brentwood home, said Mila Doerner, a daughter...

(L.A. Times)

Malden, nato a Chicago il 22 marzo 1912 da padre di origine serba e madre ceca, era un celebre caratterista, con preferenze per personaggi duri e spietati, e protagonista della serie tv "Le strade di San Francisco". Una carriera lunghissima, indimenticabili i suoi ruoli in "Fronte del porto" (1954), "Baby Doll" (1956), entrambi di Kazan; "Io confesso" (1953) di Alfred Hitchcock, "Prigioniero della paura" (1957) di Robert Mulligan, "I due volti della vendetta" (1961) di Marlon Brando, "Il grande sentiero" (1964) di John Ford, "Uomini selvaggi" (1971) di "Blake Edwards" e "Pazza" (1987) di Martin Ritt.

(corriere.it)

mercoledì 1 luglio 2009

avventura a Durango

Romance in Durango è la settima traccia di Desire, uno degli album più venduti di Bob Dylan. Il primo verso della canzone è ispirato da una cartolina inviata a Jaques Levy dal commediografo Jack Gelber raffigurante dei peperoncini. Da questo verso si svilupperà poi tutta la canzone che ha come protagonisti due fidanzati che fuggono verso Durango dopo che lui ha ucciso una persona in un'osteria.

La canzone è stata tradotta in italiano da Massimo Bubola e Fabrizio De André, ed inserita nell'album del cantautore genovese Rimini; i due traducono il ritornello della canzone (che nell'originale è una lingua inventata anglo-ispanica) in una sorta di dialetto meridionale "napoletaneggiante", lasciando inalterata la struttura narrativa del testo.

Peperoncini rossi nel sole cocente

polvere sul viso e sul cappello

io e Maddalena all'occidente

abbiamo aperto i nostri occhi oltre il cancello

Ho dato la chitarra al figlio del fornaio

per una pizza ed un fucile

la ricomprerò lungo il sentiero

e suonerò per Maddalena all'imbrunire

Nun chiagne Maddalena

Dio ci guarderà

e presto arriveremo a Durango

Strigneme Maddalena

sto deserto finirà

e tu potrai ballare o' fandango

Dopo i templi aztechi e le rovine

le prime stelle sul Rio Grande

di notte sogno il campanile

e il collo di Ramon pieno di sangue

Sono stato proprio io all'osteria

a premere le dita sul grilletto

vieni, mia Maddalena voliamo via

il cane abbaia e quel che è fatto è fatto

Nun chiagne Maddalena

Dio ci guarderà

e presto arriveremo a Durango

Strigneme Maddalena

sto deserto finirà

e tu potrai ballare o' fandango

Alla corrida con tequila ghiacciata

vedremo il toreador toccare il cielo

all'ombra della tribuna antica

dove Villa applaudiva il rodeo

Il frate pregherà per il perdono

ci accoglierà nella missione

avrò stivali nuovi un orecchino d'oro

e sotto il velo tu farai la comunione

La strada è lunga ma ne vedo la fine

arriveremo per il ballo

e Dio ci apparirà sulle colline

coi suoi occhi smeraldini di ramarro

Nun chiagne Maddalena

Dio ci guarderà

e presto arriveremo a Durango

Strigneme Maddalena

sto deserto finirà

e tu potrai ballare o' fandango

Che cos'è il colpo che ho sentito

ho nella schiena un dolore caldo

siediti qui trattieni il fiato

forse non sono stato troppo scaltro

Svelta Maddalena prendi il mio fucile

guarda dov'è partito il lampo

miralo bene cerca di colpire

potremmo non vedere più Durango

Nun chiagne Maddalena

Dio ci guarderà

e presto arriveremo a Durango

Strigneme Maddalena

sto deserto finirà

e tu potrai ballare o' fandango