venerdì 15 aprile 2011

beside you


I been hungry way down in my heart
waiting for a reason
I been hungry like a lot of guys
I want to be beside you
lonely people pass me in the street
waiting for a reason
beside you
grey is turning to blue
you wake up love in me
beside you
everything is new
you wake up love in me
I been hungry way down where it hurts
waiting for a reason
I been hungry like a lot of guys
I wanna be beside you
beside you
grey is turnin to blue
you wake up love in me
beside you
everything is new
you wake up love in me
what a world
I really need you girl
you wake up love in me
beside you
grey is turning to blue
you wake up loye in me
beside you beside you
I want to be beside you

mercoledì 13 aprile 2011

Jasper Johns

(corriere.it - cultura - 11 aprile 2011)

Jasper Johns: «Una notte ebbi una visione. Così dipinsi su un lenzuolo la bandiera americana»

Negli anni Cinquanta realizzò «Three Flags», icona del mondo contemporaneo. Vive da tempo nel Connecticut in un isolamento inviolabile. Come lo scrittore J. D. Salinger

Come J. D. Salinger. Jasper Johns ha qualcosa dell’autore del Giovane Holden. Oramai è un mito, che si è rinchiuso in un isolamento inviolabile. Spesso, si parla di lui come se appartenesse solo alla storia. Intorno al suo carattere sprezzante fioriscono leggende. Misantropo, tende a non farsi vedere in pubblico. Si sottrae ai confronti: preferisce non partecipare neanche alle inaugurazioni delle sue stesse mostre. «Lathe biosas» (in greco, «vivi nascosto»): in questo motto caro ai filosofi epicurei si cela la sua identità. Distante dai circuiti ufficiali di galleristi e mercanti, è insofferente ai riti del jet set, alle mode e alle tendenze. Corteggiato da direttori di musei e da critici, trascorre interi mesi senza lavorare. Sembra indifferente a ciò che lo circonda. Quali ragioni si celano dietro questa scelta del silenzio? Orgoglio o modestia? Arroganza o disincanto? Snobismo o disperazione? Infantilismo o maturità? Disprezzo di un ambiente cui appartiene o bisogno di difendersi da quello stesso ambiente? Necessità di essere diverso dagli altri o necessità di essere come gli altri?
Incontrare Johns è difficile: si trincera dietro mille barriere protettive. Come avvicinarsi a lui? Bisogna superare ritrosie, esitazioni. Impossibile parlargli al telefono. Si può solo provare a inviargli una email, sottoponendogli - non senza timori - alcune domande. Nella maggior parte dei casi, queste email restano come messaggi lanciati nel vuoto. Invece, dopo settimane di silenzio, Johns ci ha risposto dalla sua tenuta nel Connecticut, dove, dal 1995, si è ritirato. Lì dipinge senza fretta, con lunghe pause, rimodulando continuamente il suo impero dei segni, che è stato celebrato nel 1997 in una vasta retrospettiva al MoMA di New York.
Nel tempo, questo impero si è sempre più arricchito: spunti ulteriori, rivelazioni improvvise, occasioni inattese. Si tratta di un regno fatto di cifre e di grafie estratte dal dialogo con il reale. La sfida: catturare tracce distratte, episodi marginali, asterischi insignificanti. Erede di Duchamp e padre di Warhol, Johns - Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1988 - si sofferma, prevalentemente, su oggetti anonimi: sui «luoghi comuni». Risalgono alla metà degli anni Cinquanta i tiri a segno e le bandiere Usa. Sono cicli fondati sul recupero di alcuni stereotipi di massa. Che, tuttavia, si offrono a noi anche come spazi geometrici, regolarmente delineati, in forte consonanza con le esperienze minimaliste dei protagonisti della Scuola di New York (Newman, Reinhardt, Stella, Noland). Architetture elementari, specchio di una sorta di esprit de géométrie. Uno spirito che, però, non si fa ingabbiare dentro soluzioni impersonali, ma viene esaltato da stesure vibranti, sfiorate da una espressività struggente. Siamo dinanzi a quello che, con il titolo di un quadro di Frank Stella del 1964, potremmo definire «Jasper’s Dilemma».
Il dilemma di Johns consiste proprio in questo: nell’accostare spostamento e riconfigurazione, rappresentazione e astrattismo, illusionismo e anti-illusionismo, adesione al paesaggio artificiale e slancio analitico, ripresa di stratagemmi antichi (come l’encausto) e investigazione sulla specificità del linguaggio artistico. Non assistiamo mai al trionfo della riproducibilità tecnica (come accade nelle serigrafie warholiane). Johns non trasgredisce le regole del fare con le mani: rifiuta ogni replica anti-umanistica. Si appropria delle icone popolari, senza abbandonare i mezzi propri della pittura: sovrappone fitti strati di colore - di origine fauve - ai «dati» acquisiti, suggerendo imprevisti sconfinamenti tra stile e mondo.
La medesima dialettica si può ritrovare nelle mappe e nei sillabari fatti di numeri e di lettere: non affreschi omogenei, ma mosaici dissonanti, che evocano un cubismo polverizzato. E nelle tele degli anni Sessanta, nelle quali Johns, sulle orme della lezione di Schwitters, inserisce tessere vere. Sono assemblaggi cauti e circospetti. Tavole magmatiche in cui sono incastrati arnesi, che smarriscono ogni tridimensionalità. Lattine di birra, lampadine e cucchiaini vengono corrosi, ossidati, consunti. Intorno a reperti ovvi si disegna una cerimonia quasi metafisica: silente, statica. In essa tutto è evidente e, insieme, misterioso. Vi si afferma una fissità tesa, attraversata da imperfezioni, inesattezze, sbavature.
Nei decenni successivi, questa monumentalità è stata sostituita da una narrazione visiva più labirintica, aggrovigliata, ermetica. Assecondando un impulso dionisiaco, le pennellate, progressivamente, si emancipano da ogni bordo, per naufragare in costellazioni ambigue. Si respira il senso dell’apocalisse: di una deflagrazione in atto. In tal senso, illuminanti gli esercizi degli anni Ottanta e Novanta, che confermano la capacità di Johns nel non ripetersi mai: le sue sono incessanti variazioni sul tema. Nelle più recenti sperimentazioni, si compie il definitivo tramonto del pop. A imporsi è la sapienza di uno straordinario pittore di scritture, sorretto dalla convinzione secondo cui, per dirla con Roland Barthes, «nulla separa la scrittura dalla pittura: entrambe sono fatte dello stesso tessuto, che forse è semplicemente, come nelle cosmogonie più moderne, la velocità». Questo itinerario viene ora ricostruito, per passaggi esemplari, in un’antologica, intitolata Las huellas de la memoria, curata da Martine Soria, all’Ivam di Valencia (fino al 24 aprile). Tra i momenti più rilevanti del percorso espositivo, una delle ultime bandiere stars and stripes (del 1987)... (www.corriere.it)

martedì 12 aprile 2011

mercoledì 6 aprile 2011

Gli Eretici Di Dune


A differenza dei precedenti romanzi del ciclo, buona parte della vicenda si svolge lontano dal pianeta Dune, su Gammu (l'antico Giedi Primo, pianeta d'origine degli Harkonnen, casa scomparsa ma della quale restano terribili vestigia).
Millecinquecento anni sono passati dalla fine del regno di Leto II, l'imperatore-dio. L'umanità percorre il Sentiero Dorato.[1] da lui indicato, ma non tutto è andato secondo i piani di Leto e molte delle sue visioni di sventura si sono avverate. Soffocando le aspirazioni degli esseri umani per 3500 anni, Leto ha causato la Dispersione, un'espansione esplosiva dell'umanità in tutto il resto dell'universo iniziata alla sua morte.
Adesso, i discendenti di quelli che si avventurarono nell'universo stanno tornando indietro, con in mente la conquista del potere. La loro forza è rappresentata dalle terribili Matres Onorate, crudeli aberrazioni nate dal miscuglio di saggezza delle Bene Gesserit e forza delle Ittiointerpreti, e dal loro numero, visto che i pianeti esterni dove si erano installati erano ovviamente ben più numerosi di quelli del nucleo centrale, che formavano l'antico impero galattico. Impero che ormai non esiste più e dove le diverse organizzazioni ne controllano parti più o meno grandi.
Altre grosse modifiche si sono prodotte nell'universo: Il pianeta Dune (che ha nuovamente cambiato nome, dopo essere stata Arrakis ora si chiama Rakis) è tornato ad essere un pianeta prevalentemente desertico, e su di esso sono ricomparsi i vermi delle sabbie, generati dalle trote della sabbia tornate libere con la morte di Leto II. Il pianeta ha però perso il suo ruolo centrale poiché non detiene più il monopolio della produzione del melange in quanto i Tleilaxu sono riusciti a realizzarlo artificialmente e ne sono ora, di gran lunga, i maggiori produttori. Rakis è ora governato da una casta sacerdotale ottusa ed integralista, dedita al culto del Dio-Diviso, arroccata nella città di Keen (l'antica Arrakeen), mentre buona parte della popolazione sopravvive in miserabili paesini sparsi nel deserto.
Il romanzo, principalmente, segue le storie parallele del giovane Duncan, un ghola (clone dell'antico guerriero, compagno di Paul Atreides e di suo padre Leto I), addestrato dalle Bene Gesserit su Gammu, e di Sheeana, una ragazza di Rakis dotata del singolare potere di riuscire a comunicare coi vermi e farsi obbedire da loro.
Altro tema del libro sono i dubbi che interessano le Bene Gesserit ed i Bene Tleilax, nelle persone dei rispettivi massimi rappresentanti, la Suprema Madre Taraza ed il Maestro dei Maestri Waff, nell'elaborazione di strategie comuni per contrastare l'espansionismo delle Matres Onorate, la messa a punto delle quali è resa difficoltosa dai secoli di rivalità e di incomprensione che le due organizzazioni hanno alle spalle.

venerdì 1 aprile 2011

sollevarsi


Così va il mondo
Non puoi mai sapere
Dove mettere tutta la tua fede
E dove ti porterà
Mi solleverò
Bruciando dei buchi neri nei ricordi oscuri
Mi solleverò
Trasformando gli errori in oro
Così passa il tempo
Troppo veloce da domare
Improvvisamente ingoiato dai segni
Ma guarda un po'
Mi solleverò
Troverò la mia direzione magneticamente
Mi solleverò
Giocherò il mio asso nella manica

lunedì 28 marzo 2011

angles

giovedì 24 marzo 2011

martedì 22 marzo 2011

Be My Baby



The night we met I knew I needed you so
and if I had the chance I'd never let you go.
So won't you say you love me,
I'll make you so proud of me.
We'll make 'em turn their heads every place we go.

So won't you, please, BE MY BE MY BABY
be my little. baby MY ONE AND ONLY BABY
Say you'll be my darlin', BE MY BE MY BABY
be my baby now. MY ONE AND ONLY BABY
Wha-oh-oh-oh.

I'll make you happy, baby, just wait and see.
For every kiss you give me I'll give you three.
Oh, since the day I saw you
I have been waiting for you.
You know I will adore you 'til eternity.

So won't you, please, BE MY BE MY BABY
be my little. baby MY ONE AND ONLY BABY
Say you'll be my darlin', BE MY BE MY BABY
be my baby now. MY ONE AND ONLY BABY
Wha-oh-oh-oh.

So come on and, please, BE MY BE MY BABY
be my little. baby MY ONE AND ONLY BABY
Say you'll be my darlin', BE MY BE MY BABY
be my baby now. MY ONE AND ONLY BABY
Wha-oh-oh-oh.

BE MY BE MY BABY Be my little baby.
MY ONE AND ONLY BABY Oh,
BE MY BE MY BABY oh,
MY ONE AND ONLY BABY wha-oh-oh-oh-oh.

Happy Family

venerdì 18 marzo 2011

lunedì 14 marzo 2011

日本国

giovedì 10 marzo 2011

lunedì 7 marzo 2011

Neanche Gli Dei (The Gods Themselves)



"Contro la stupidaggine, neanche gli Dei possono nulla".
Questo pessimistico giudizio che Friederich von Schiller pronunciò nel 1802 è all'origine del più felice evento dell'anno fantascientifico 1972: il ritorno di Isaac Asimov al romanzo, dopo quasi quindici anni in cui non aveva più scritto che racconti. Il giudizio di Schiller ha infatti fornito ad Asimov: a) lo spunto e il titolo del romanzo stesso; b) la base per la scoperta del Pu 186, strabiliante isotopo al plutonio; c) lo strumento indispensabile per l'esplorazione del Para-Universo; d) la possibilità di modificare ottimisticamente le prospettive del nostro Universo (e di tutti gli altri Universi in cui dominano gli imbecilli) mediante l'aggiunta di un semplice punto interrogativo: "Contro la stupidaggine neanche gli Dei possono nulla?"

(mondourania.com)

giovedì 3 marzo 2011

At My Most Beautiful


Ho trovato un modo per farti
Ho trovato un modo
Un modo per farti sorridere

Leggo poesie scadenti
Alla tua segreteria telefonica
Conservo i tuoi messaggi
Solo per sentire la tua voce
Ascolti sempre con attenzione
Le goffe poesie
Dici sempre il tuo nome
Come se io non sapessi che sei tu
Alla mia più bella

Ho trovato un modo per farti
Ho trovato un modo
Un modo per farti sorridere

Alla mia più bella
Conto le tue ciglia in segreto
Ad ognuna sussurro 'ti amo'
Ti lascio dormire
So che i tuoi occhi chiusi mi guardano
Ascoltano
Ho pensato di avere visto un sorriso

Ho trovato un modo per farti
Ho trovato un modo
Un modo per farti sorridere

mercoledì 2 marzo 2011

Talk About The Passion



Empty prayer, empty mouths, combien reaction
Empty prayer, empty mouths, talk about the passion
Not everyone can carry the weight of the world
Not everyone can carry the weight of the world
Talk about the passion
Talk about the passion
Empty prayer, empty mouths, combien reaction
Empty prayer, empty mouths, talk about the passion
Combien, combien, combien de temps?
Not everyone can carry the weight of the world
Not everyone can carry the weight of the world
Combien, combien, combien de temps?
Talk about the passion
Talk about the passion





martedì 1 marzo 2011

The Black Cloud



Fred Hoyle appartiene a quella schiera di scienziati che si sono lasciati sedurre dalla possibilità di scrivere romanzi di fantascienza. Le sue conoscenze scientifiche sono così confluite in qualche modo in romanzi come Il segreto dei cervelli di Caragh (1959), A come Andromeda (1965) e L'insidia di Andromeda (1966) scritti assieme a John Elliot, e il suo capolavoro La Nuvola nera del 1958, riproposto da Feltrinelli nella traduzione di Luciano Bianciardi.
All'osservatorio astronomico di Monte Palomar si scopre che un'immensa, e mai vista prima, nuvola di gas interstellari si sta pericolosamente avvicinando al sistema solare. Il rischio è di un'autentica catastrofe per gli umani. Si cerca il modo di correre ai ripari, prima che sia troppo tardi. Ma la comunità degli scienziati, oltre alla minaccia della Nuvola nera, si trova a dover affrontare anche la reazione dei politici, il cui proposito sarebbe di celare all'opinione pubblica la scoperta per non creare allarmismo. La Nuvola però, nella sua distruttività, forse nasconde delle sorprese positive. Potrebbe trattarsi di un'intelligenza, un possibile contatto con l'universo e il preludio a una conoscenza superiore.
Pur restando nei confini della narrativa speculativa, The Black Cloud ha un retrogusto realistico. La descrizione di come il gruppo di scienziati, capitanati dall'astronomo Chris Kingsley, riesca a riconoscere nella nuvola una forma d'intelligenza extraterrestre e di come metta a punto un sistema per comunicare con essa, ha quantomeno una patina di reale probabilità.
Astronomo, matematico, fisico e divulgatore scientifico, Hoyle è riuscito a coniugare in questo romanzo, come del resto in quasi tutta la sua narrativa, la passione per la scrittura con la divulgazione scientifica. Certo, non siamo di fronte ad un autore di cui si può decantare lo stile visionario o la fervida immaginazione, ma Hoyle è riuscito a misurare e sapientemente mescolare la naturale tendenza a spiegare i fatti scientifici — di cui è comunque infarcito il romanzo — con una discreta dose di suspence. Il romanzo, in questo senso, non delude il lettore più raffinato. Dalla scoperta dell'esistenza della nuvola fino al suo sopraggiungere, la tensione è palpabile: l'arrivo della nuvola — e le sue possibili ricadute sulla vita della Terra — è fonte d'angoscia per gli scienziati quanto per i politici.
La prosa dello scrittore inglese è schietta, sorretta da robusti dialoghi che aiutano il lettore a riflettere sulle possibili conseguenze sociali di un incontro con una forma di vita aliena. Basta pensare all'atteggiamento che nella storia assumono, di fronte alla scoperta della nuvola, gli scienziati e i politici: i primi vorrebbero divulgarne l'esistenza, i secondi mettere a tacere la notizia.
Riconosciuto come uno dei più creativi uomini di scienza del XX° Secolo, Hoyle ha ricoperto vari incarichi di prestigio e ha dato i suoi maggiori contributi nelle ricerche teoriche sulla struttura delle stelle.


(fantascienza.com)

Be My Number Two


Won’t you be my number two
Me and number one are through
There won’t be too much to do
Just smile when I feel blue
And there’s not much left of me
What you get is what you see
Is it worth the energy
I leave it up to you
And if you got something to say to me
Don’t try to play your funny games on me
I know that it’s really not fair of me
But my heart’s seen too much action
And every time I look at you
You’ll be who I want you to
And I’ll do what I can do
To make a dream or two come true
If you’ll be my
If you be my number two

lunedì 28 febbraio 2011

Waiting For Our Man


L’eccitazione cresce, e praticamente il tour 2011 è praticamente confermato sia in forma che in sostanza. La forma è quella del tour non andato in porto l’anno scorso, cioè quella di un tour italiano ed europeo che riproponesse il sound della fine degli anni ’70, con l’inclusione di fiati e un repertorio per afficionados che portasse sul palco alcuni brani praticamente dimenticati negli ultimi trent’anni: quelli composti a cavallo dei ’70 e ’80.
Ebbene, la settimana prossima gli organizzatori si incontreranno con Lou Reed a New York per l’ultima, ma fondamentale, pratica: la firma del contratto che è già stato comunque discusso e accettato da entrambe le parti.
Ed ecco la sostanza: il tour si comporrà di 8 date italiane e 12/14 date europee, nel mese di Luglio.
Sulla band vige ancora uno strettissimo riserbo, ma è sicura l’inclusione di fiati (sassofono, tromba etc) e di un pianoforte.
Due brani saranno sicuramente suonati in tutte le date: “I Wanna Be Black” e “All Through The Night“.
Malgrado Lou non abbia ancora siglato il contratto, sembra che nulla osti alla conferma definitiva la settimana prossima e infatti i biglietti per la data di Roma del prossimo 25 Luglio sono già in vendita.

venerdì 25 febbraio 2011

giovedì 24 febbraio 2011

THE FIXER (L'aggiusta tutto)



Quando qualcosa è oscuro, permettimi di fare un po' di luce
quando qualcosa è freddo, lascia che accenda un piccolo fuoco
se qualcosa è vecchio, voglio donargli nuova luce
se qualcosa è perso, combatterò per riaverlo indietro
Yeah Yeah Yeah Yeah
combatterò per riaverlo indietro
Yeah Yeah Yeah Yeah
Quando qualcosa è rotto, voglio provare ad aggiustarlo un pò
quando qualcosa è annoiato, voglio provare a farlo emozionare
se qualcosa è giù, voglio sollevarlo un po'
quando qualcosa è perso, voglio combattere per riaverlo indietro
Yeah Yeah Yeah Yeah
combatterò per riaverlo indietro
Yeah Yeah Yeah Yeah
Quando i segnali si incrociano, voglio metterli in ordine
se non c'è amore, voglio provare ad amare nuovamente
dirò le tue preghiere, starò al tuo fianco
brucerò, in modo da illuminare tutto quanto
scaverò la tua tomba
balleremo e canteremo
ciò che è rimasto potrebbe essere
un'ultima possibilità di avere una vita
Yeah Yeah Yeah Yeah
combatterò per riaverlo indietro
Yeah Yeah Yeah Yeah

martedì 22 febbraio 2011

T h o r

SHERLOCK



In anteprima assoluta Joy propone Sherlock, la miniserie che ha letteralmente stregato il Regno Unito, facendo registrare ascolti da capogiro. La serie presenta un approccio contemporaneo al classico di Conan Doyle. Sherlock Holmes (Benedict Cumberbatch), annoiato e scontroso investigatore dei giorni nostri, vive e lavora a Londra usando, per risolvere i suoi casi, non solo il puro intuito deduttivo, ma anche le più moderne tecnologie investigative. Lo spessore professionale di Holmes si intuisce anche dal modo in cui egli si rivolge ai poliziotti di Scotland Yard, molto simile a quello usato da Dr. House: Medical Division quando si rivolge all'amico e collega Wilson.
Nella prima puntata della serie Sherlock è alla ricerca di un coinquilino con cui dividere le spese dell'affitto e per questo, un amico, gli presenta il dottor Watson (Martin Freeman), medico di guerra claudicante e reduce dal conflitto in Iraq, a sua volta in cerca di un appartamento. Dapprima il rapporto tra i due si rivela difficile, soprattutto a causa dell'atteggiamento indagatore di Holmes che poco si addice al desiderio di riservatezza di Watson, ma a poco a poco Sherlock riuscirà a risvegliare in lui la passione per il pericolo e i due finiranno per essere indispensabili l'uno all'altro, gettando le basi per il loro sodalizio personale e professionale.


(movieplayer.it  -  Su JOY ogni venerdì alle ore 21.00, dal 18 febbraio al 4 marzo 2011)

Gölem - ore 17,44 circa

lunedì 21 febbraio 2011

this woman's work


Pray God you can cope.
I stand outside this woman's work,
This woman's world.
Ooh, it's hard on the man,
Now his part is over.
Now starts the craft of the father.
I know you have a little life in you yet.
I know you have a lot of strength left.
I know you have a little life in you yet.
I know you have a lot of strength left.
I should be crying, but I just can't let it show.
I should be hoping, but I can't stop thinking
Of all the things I should've said,
That I never said.
All the things we should've done,
Though we never did.
All the things I should've given,
But I didn't.
Oh, darling, make it go,
Make it go away.
Give me these moments back.
Give them back to me.
Give me that little kiss.
Give me your hand.
(I know you have a little life in you yet.
I know you have a lot of strength left.
I know you have a little life in you yet.
I know you have a lot of strength left.)
I should be crying, but I just can't let it show.
I should be hoping, but I can't stop thinking
Of all the things we should've said,
That we never said.
All the things we should've done,
Though we never did.
All the things that you needed from me.
All the things that you wanted for me.
All the things that I should've given,
But I didn't.
Oh, darling, make it go away.
Just make it go away now.

mercoledì 16 febbraio 2011

balene



Dopo le pressioni esercitate dall'associazione di difesa dell'ambiente Sea Shepherd

MILANO - Il Giappone ha sospeso la caccia alle balene nell'Antartico, a causa delle pressioni esercitate dall'associazione di difesa dell'ambiente Sea Shepherd, e studia la possibilità di mettere fine in anticipo alla spedizione. Lo riferisce l'Agenzia della pesca giapponese. «Il peschereccio Nisshin Maru, che è inseguito da Sea Shepherd, ha sospeso l'attività dal 10 febbraio per ragioni di sicurezza», ha spiegato un responsabile dell'Agenzia, Tatsuya Nakaoku. «Stiamo studiando la situazione, compresa la possibilità di fermare prematuramente la missione», ha aggiunto. La caccia per scopi commerciali ai cetacei è vietata dal 1986. Lo scorso anno il Giappone catturò 506 balene di Minke, sotto la quota di 850 che aveva fissato Tokyo per «ricerca scientifica».

(corriere.it)

martedì 15 febbraio 2011

se questo è un uomo


Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

15 febbraio

lunedì 14 febbraio 2011

Pecore

Rooster Cogburn (... and the Lady)


venerdì 11 febbraio 2011

People Have The Power

I was dreaming in my dreaming
of an aspect bright and fair
and my sleeping it was broken
but my dream it lingered near
in the form of shining valleys
where the pure air recognized
and my senses newly opened
I awakened to the cry
that the people / have the power
to redeem / the work of fools
upon the meek / the graces shower
it's decreed / the people rule
The people have the power
The people have the power
The people have the power
The people have the power
Vengeful aspects became suspect
and bending low as if to hear
and the armies ceased advancing
because the people had their ear
and the shepherds and the soldiers
lay beneath the stars
exchanging visions
and laying arms
to waste / in the dust
in the form of / shining valleys
where the pure air / recognized
and my senses / newly opened
I awakened / to the cry
The people have the power
The people have the power
The people have the power
The people have the power
Where there were deserts
I saw fountains
like cream the waters rise
and we strolled there together
with none to laugh or criticize
and the leopard
and the lamb
lay together truly bound
I was hoping in my hoping
to recall what I had found
I was dreaming in my dreaming
god knows / a purer view
as I surrender to my sleeping
I commit my dream to you
The people have the power
The people have the power
The people have the power
The people have the power
The power to dream / to rule
to wrestle the world from fools
it's decreed the people rule
it's decreed the people rule
LISTEN
I believe everything we dream
can come to pass through our union
we can turn the world around
we can turn the earth's revolution
we have the power
People have the power...

giovedì 10 febbraio 2011

King Of Birds


Un bozzetto, una pietra preziosa,
un’idea goffa di cui andar fieri.
Vecchio, non rimanertene lì fermo, non sei più giovane,
è giunta l’ora di insegnare, un argomento su cui dare un consiglio,
il tuo punto di vista, i bambini ti portano i loro dubbi.
Di stare sulle spalle dei giganti non mi importa nulla, non mi importa nulla.
Un’idea goffa di cui andar fieri, un centinaio di milioni di uccelli volano.
Cantante, cantami delle certezze, cantante, cantami una canzone...
stando sulle spalle dei giganti tutti stanno guardando avanti...
(Vecchio, non rimanertene lì fermo, non sei più giovane,
è giunta l’ora di insegnare, un argomento su cui dare un consiglio,
il tuo punto di vista, i bambini ti portano i loro dubbi).
Di stare sulle spalle dei giganti non mi importa nulla.
Un’idea goffa di cui andar fieri, un centinaio di milioni di uccelli volano via, via, via.
Sono il re di tutto ciò che vedo, darei il mio regno per una voce.
Vecchio, non rimanertene lì fermo, non sei più giovane,
è giunta l’ora di insegnare, un argomento su cui dare un consiglio,
il tuo punto di vista, i bambini ti portano i loro dubbi.
Di stare sulle spalle dei giganti non mi importa nulla.
Un’idea goffa di cui andar fieri, un centinaio di milioni di uccelli volano via, via, viaaaa.
Tutti giù per terra. Tutti giù per terra.

John of Salisbury


"Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea"

martedì 8 febbraio 2011

venerdì 4 febbraio 2011

We Can Work It Out


Try to see it my way
Do I have to keep on talking till I can't go on?
While you see it your way
Run the risk of knowing that our love may soon be gone
We can work it out
We can work it out
Think of what you're saying
You can get it wrong and still you think that it's alright
Think of what I'm saying
We can work it out and get it straight, or say good night
We can work it out
We can work it out
Life is very short, and there's no time
For fussing and fighting, my friend
I have always thought that it's a crime
So I will ask you once again
Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong
While you see it your way
There's a chance that we may fall apart before too long
We can work it out
We can work it out
Life is very short, and there's no time
For fussing and fighting, my friend
I have always thought that it's a crime
So I will ask you once again
Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong
While you see it your way
There's a chance that we may fall apart before too long
We can work it out
We can work it out

Soljaris


Sulla stazione scientifica orbitante attorno al pianeta Solaris c'è qualcosa che non va: dei tre scienziati che vi lavorano uno si è suicidato, gli altri due danno segni di squilibrio mentale. Il dottor Kris Kelvin, noto psicologo, viene così incaricato di indagare ed inviato sul pianeta. Il dottore scopre che Solaris è in realtà un pianeta vivente, in grado di materializzare i sogni ed i ricordi degli uomini; questo è proprio ciò che ha fatto impazzire gli scienziati della base. Quando anche lo psicologo crede di incontrare sua moglie, morta suicida sette anni prima, inizia a sentire ancora di più la responsabilità della sua morte.



http://www.filmscoop.it/registi/Andrej_Tarkovskij/andrej_tarkovskij_il_destino_dell_artista/solaris.asp

giovedì 3 febbraio 2011

mercoledì 2 febbraio 2011

Canis Lupus

Love


Love (formerly titled I-Empire) is a science fiction film produced and scored by the alternative rock band Angels & Airwaves. The film is the directorial debut of filmmaker William Eubank. The film's world-premiere will take place on February 2, 2011 at the 26th Annual Santa Barbara International Film Festival, with additional screenings on February 4 and 5. The film will begin showing in selected cities in the United States beginning February 14.