mercoledì 1 luglio 2015

The Power Of Positive Drinking

 A certi piace il vino e ad altri il luppolo
ma quello che io amo davvero è il mio scotch
è il potere, il potere di bere positivo
Certa gente rovina il suo drink col ghiaccio
e poi, proprio loro ti chiedono dei consigli
ti dicono, questo non l’avevo mai detto
a nessuno prima
Dicono, mi piacciono i dolci
ma l’alcol ti rende spiritoso
e non mi piacciono quelli che mischiano
chi sorseggia e chi si compiange
sai, devi stare molto attento
a dove ti siedi in un bar di questi tempi
E poi certa gente beve
per scatenare la propria libido
e altra gente beve per rinforzare l’ego
è il mio fardello, fratello, la gente dice
che ho una faccia di cui ci si può fidare
E’ il po-po-po-potere
del bere positivo
il po-po-po-potere positivo
il po-po-po
potere del bere positivo
Certa gente dice che alcol ti rende meno lucido
e credo che sia vero
se sei un po’ stupido non sono tra quelli
che si fanno fregare due volte
E certi dicono che l’alcol uccide le cellule del cervello
be’, alzarsi dal letto fa lo stesso effetto
quando morirò, lo farò con stile con un bicchiere in mano
E’ il po-po-po-potere del bere positivo
il po-po-po-potere positivo
il po-po-po
potere del bere positivo

lunedì 29 giugno 2015

Fear is a Man's Best Friend

 Standing, waiting for a man to show
Wide eyed, one eye fixed on the door
This waiting's killing me, it's wearing me down
Day in day out, my feet are burning holes in the ground

Darkness, warmer than a bedroom floor
Want someone to hold me close forevermore
I'm a sleeping dog, but you can't tell
When I'm on the prowl you'd better run like hell

You know it makes sense, don't even think about it
Life and death are just things you do when you're bored
Say fear's a man's best friend, you add it up, it brings you down

Home is living like a man on the run
Trails leading nowhere, where to my son?
We're already dead, just not yet in the ground
Take my helping hand, I'll show you around

You know it makes sense, don't even think about it
Life and death are just things you do when you're bored
Say fear's a man's best friend, you add it up it brings you down
https://youtu.be/8iAAe_7_HOw
 https://youtu.be/e9TXH_zR7C8

venerdì 19 giugno 2015

settemila, forse più

ritorni, sulla strada del cuore...

mercoledì 17 giugno 2015

better than beings


'You`re going to reap just what you sow'

... « Un contadino andò nei suoi campi per seminare il grano. Mentre seminava, alcuni semi caddero sulla strada e furono calpestati o mangiati dagli uccelli. Altri semi caddero sulla roccia ricoperta da un basso strato di terra; appena cominciarono a crescere, le pianticelle si seccarono e morirono per mancanza di umidità. Altri semi caddero tra le spine e i teneri steli di grano che crebbero furono soffocati. Altri, invece, caddero sul terreno fertile; questi semi germogliarono e produssero un raccolto cento volte maggiore di quanto era stato seminato ». Poi Gesù aggiunse: « Chi ha orecchie per udire, ascolti! »
 Gli apostoli gli chiesero il significato della storia.  Gesù rispose: « Dio vi ha concesso di conoscere il significato di queste parabole che rivelano il mistero del Regno di Dio. Ma questa gente ascolta e non capisce, guarda e non vede, proprio come predissero gli antichi profeti.

Questo è il significato della storia: il seme è il messaggio di Dio agli uomini. Il sentiero su cui cadono alcuni semi rappresenta il cuore duro di quelli che ascoltano le parole di Dio, ma poi viene il diavolo e porta via quelle parole, impedendo loro di credere e di essere salvati.  Il terreno roccioso rappresenta quelli che ascoltano con gioia il messaggio, che però non penetra fino in fondo al loro cuore, non mette radici, né cresce in loro. Queste persone sanno che il messaggio è vero, e per un po’ credono; ma quando giunge il momento della prova, allora perdono ogni interesse.

I semi fra le spine rappresentano quelli che ascoltano e credono alle parole di Dio, ma, dopo un po’, si lasciano soffocare dalle preoccupazioni, dalle ricchezze, dalle responsabilità o dai piaceri della vita. E così non sono mai capaci di aiutare nessun altro a credere nel Vangelo.
Ma il terreno fertile rappresenta la gente dal cuore buono e onesto. Queste persone ascoltano le parole di Dio, vi si aggrappano e con la loro perseveranza producono un abbondante raccolto ».

Un’altra volta Gesù chiese: « Si è mai sentito di qualcuno che accende una lampada e poi la copre, perché non risplenda? No, anzi, le lampade vengono messe bene in vista, dove tutti possano vedere la luce. Così un giorno tutto ciò che ora è nascosto sarà portato alla luce e reso palese.

Perciò attenzione a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato ancor di più; e chi non ha, sarà privato perfino di quel poco che pensa di avere »...
 

martedì 16 giugno 2015

sedicigiugno

 
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
ritira le unghie nelle zampe,
lasciami sprofondare nei tuoi occhi
in cui l’agata si mescola al metallo.
Quando le mie dita carezzano a piacere
la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano
s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,
vedo in ispirito la mia donna.
Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia,
taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa
un’aria sottile, un temibile profumo
ondeggiano intorno al suo corpo bruno.
 (Charles Baudelaire - Il Gatto)

lunedì 15 giugno 2015

'Tis So Much Joy! (Emily Dickinson)


 È tanta la gioia! È tanta la gioia!
Se dovessi fallire, che povertà!
Eppure, poveri come me,
Hanno rischiato tutto in un tiro di dadi!
Hanno vinto! Sì! Tanto esitava -
Da questa parte la Vittoria!

La Vita è solo Vita! E la Morte, solo Morte!
L'Estasi è solo Estasi, e il Respiro solo Respiro!
E se proprio dovessi fallire,
Almeno, conoscere il peggio, sarà dolce!
La Sconfitta non significa altro che Sconfitta,
Nulla di più triste, può accadere!

E se vincessi! Oh Cannoni sul mare!
Oh Campane, che siete sui campanili!
All'inizio, ripetetelo lentamente!
Perché il Cielo è una cosa diversa,
Immaginarlo, e svegliarcisi all'improvviso -
E potrebbe annientarmi!

giovedì 11 giugno 2015

Huginn and Muninn?


lunedì 25 maggio 2015

Memorial Day 2015


giovedì 21 maggio 2015

PJ

E' tardi, via! Vita, pensieri, pesi e speranze. Strade, le stesse, aria fresca, oggi. Sole, oggi. Il distacco, il ritorno? Il caso, eccoti! Inizia a fluire. "She dreams in color, she dreams in red..." Chi sono, chi ero, chi sarò? Un istante di lucidità, visioni, sensazioni, persone, sentimenti, ricordi, illusioni, ancora speranza, brividi e soprattutto una spinta. Di luce!? La forza. Devo tornare, andiamo! Grazie Eddie!

mercoledì 20 maggio 2015

Tha Last Man On Earth




lunedì 18 maggio 2015

Mike Baxter!


martedì 5 maggio 2015

C a p o l a v o r o !


 The Wire – L’epica di Baltimora
Costruire una storia può rivelarsi un’impresa ardua: tra intrecci, personaggi e cambi di direzione non è raro che ci si perda più volte, stentando a ritrovare gli intenti originari. Quando, oltre ad essa, bisogna costruire una città, il compito diventa ancora più problematico.
The Wire è la serie che ha fatto tutto questo alla perfezione, ma non solo: rappresentando una Baltimora che non si era mai vista in televisione, ha raccontato l’America, assicurandosi un posto tra i capolavori (televisivi e non) della narrativa contemporanea. Andata in onda tra il 2002 e il 2008 sulla HBO, la creatura di David Simon è entrata di diritto nei prodotti più complessi e importanti della Golden Age della tv americana, in un fortunato percorso che ha garantito la sua sopravvivenza nonostante gli ascolti sempre incredibilmente bassi e il mancato riconoscimento da parte dell’Academy – ad ulteriore prova che gli Emmy sono l’ultima cosa da guardare quando si analizza il valore di un prodotto televisivo.
“Girl, you can’t even think of calling this shit a war.”
“Why not?” “Wars end.”
Introdurre The Wire a chi non ne ha mai sentito parlare comporta un grandissimo ed inevitabile rischio: la serie, infatti, si articola affrontando un numero di questioni e problemi che sono impossibili da riassumere pienamente. Si può dire che il tema attorno a cui gira l’intera narrazione è la crisi di una città (Baltimora, appunto), microcosmo di una società statunitense corrotta, sporca, impossibile da cambiare: tale analisi avviene attraverso una struttura televisiva probabilmente unica, che consiste nel cambiamento di  focus ad ogni nuova stagione. E così se durante la prima annata lo spettatore assiste al tentativo di intercettazione dell’organizzazione Barksdale – responsabile del reperimento e dello spaccio della droga nella parte ovest della città – da parte di una squadra di polizia assegnata, al primo episodio della seconda stagione la situazione cambia e ci si trova sul porto di Baltimora, con una serie di personaggi mai visti prima, ad affrontare dei problemi simili ma al contempo completamente diversi. Non si tratta di un’impostazione antologica, sia chiaro: quasi tutti i protagonisti tornano ogni anno e il filo principale della guerra contro la droga rimane, ma ogni anno cambia l’angolazione da cui si osserva la vicenda, la prospettiva sotto cui vengono visti i personaggi e i vari problemi della società americana contemporanea. Si parla, quindi, dei bassifondi e del sistema dello spaccio “su strada” nella prima stagione, della crisi della working class nella seconda, di politica e riforme nella terza, del sistema scolastico nella quarta e di giornalismo nella quinta.
“It’s a treatise on the end of the American empire and who we are as a people, what we’ve come to and why we can no longer solve or even seriously address our own problems.” – David Simon
Tutto ciò impone ovviamente un’attenzione da parte dello spettatore che è ben al di sopra della media, in quanto cercare di apprendere come funziona il mondo che ci viene presentato ogni volta implica inevitabilmente un’iniziale sensazione di straniamento: è per questo che viene spesso consigliato di recuperare le prime puntate di ogni stagione (della prima in particolare) nel minor tempo possibile, in modo da assorbire il numero impressionante di personaggi e storie presentate senza fare confusione in seguito.
Si può quindi dire che la struttura di The Wire è quanto di meno convenzionale si possa immaginare, e ciò si può applicare anche alla costruzione della narrazione in sé: quasi tutti i meccanismi tipici del mezzo televisivo (cliffhanger, stacchi pubblicitari in mezzo alle scene, autonomia degli episodi) vengono abbandonati in favore di uno stile che si conforma più a quello del romanzo, tanto che i paragoni dell’opera di Simon con i capolavori della letteratura sono più consistenti di quelli relativi ad altri prodotti per la televisione. Si pensi, ad esempio, al frequentissimo parallelo con i romanzi di Charles Dickens, anch’essi capaci di riprodurre la vita e la società alla perfezione, senza tralasciare nemmeno uno strato; all’imponente influenza quasi fatalistica della tragedia greca, che, in quest’opera più che mai, trova la sua realizzazione definitiva; o ancora, ai concetti di “lotta per la vita” e di impossibilità di liberarsi del proprio status sociale, in cui non è difficile scorgervi le influenze di una corrente, importantissima nella storia della letteratura in generale, come quella del Verismo – si pensi, ad esempio, a queste tematiche e alla loro rilevanza in opere come I Malavoglia e Mastro-don Gesualdo.
We’re building something here, detective, we’re building it from scratch. All the pieces matter.
Uno dei grandissimi punti di forza della serie risiede sicuramente nella sua capacità di offrire uno squarcio quanto mai accurato della città esaminata, senza, tuttavia, tralasciarne i particolari: la creatura di Simon affronta temi ampi e importanti, è vero, ma il legame con la Baltimora che si sta esaminando è qualcosa di imprescindibile. La cultura e il linguaggio sono due aspetti che vengono rispettati quasi religiosamente, grazie ad una scrittura che riesce ad essere tanto mimetica quanto perfetta per riassumere i problemi affrontati nel corso della serie; il dialetto della città, quindi, viene reso con una minuziosità unica nella storia della televisione, e perfino i tempi con cui sono scandite le battute pronunciate sono studiati nel minimo dettaglio. Il risultato è uno stile che riesce a risultare sia intelligente che ironico allo stesso tempo: nonostante si tratti di un drama a tutti gli effetti, la comicità costituisce uno dei mezzi attraverso cui il senso di oppressione e di incapacità di reagire viene attenuato, e dà spesso luogo ad alcuni dei momenti più memorabili di sempre. Si pensi, ad esempio, all’indimenticabile sequenza (presente nella quarta puntata della prima stagione, “Old Cases”) in cui i due detective protagonisti stanno esaminando una scena del crimine, commentando le prove attraverso un’unica parola e le sue variazioni: “fuck”. È il chiaro esempio di come anche la situazione più comune possa essere trasformata in qualcosa di geniale, ed è stata, per molti, la prova di come quello a cui stavano assistendo fosse un prodotto assolutamente mai visto.
This game is rigged, man. We like the little bitches on a chessboard.
Nonostante ciò, comunque, definire The Wire una serie “leggera” sarebbe un paradosso: uno dei tratti distintivi della serie è il suo pessimismo acuto ed incurabile, ad esprimere l’estrema sfiducia di Simon verso una possibile risalita dell’America dal baratro morale in cui è caduta. Le storie presentate finiscono di norma con una sconfitta, o, nel migliore dei casi, una vittoria mutilata: il dolore si rivela essere una costante inevitabile, e chi assiste impara presto a non farsi troppe illusioni a proposito del destino di alcuni personaggi o del successo di determinate scelte. Proprio per questi motivi, tuttavia, sono le piccole vittorie quelle che aiutano lo spettatore a rialzarsi e a sperare, e se c’è una cosa che la serie HBO è riuscita ad esprimere è la capacità di bearsi di quei rari momenti in cui si riesce ad evadere dal peso insostenibile del sistema, fattore tanto imponente quanto corrotto che raramente lascia una via di scampo. È questa la società dipinta da Simon, un mondo in cui i personaggi sono costantemente costretti a fare i conti con quello che è chiamato dalla gente della strada “the game”, imprescindibile ed impossibile da ignorare.
Ayo, lesson here, Bey. You come at the king, you best not miss.
In ogni caso, è chiaro che tutto l’impianto accuratamente pianificato da Simon non avrebbe potuto funzionare senza i suoi indimenticabili personaggi: si ripete spesso come la protagonista della serie sia la stessa Baltimora, ma le persone che la abitano sono altrettanto importanti, e gli autori non hanno tralasciato il minimo dettaglio a questo proposito. Ogni singolo personaggio – che si tratti di un comprimario o di qualcuno di marginale – è frutto di una costruzione perfetta ed accurata, capace di dare un’identità precisa e riconoscibile a tutti i membri dell’immenso sistema di spacciatori, poliziotti, ragazzi e politici che popola la città. Il tutto, ovviamente, è possibile grazie ad uno dei cast più ampi e riusciti di sempre, che spazia da interpreti come Idris Elba e Dominic West ad attori più sconosciuti ma altrettanto talentuosi, talvolta addirittura presi direttamente dalla strada: tra questi ultimi, è impossibile non citare Felicia “Snoop” Pearson (interpretata dall’omonima ragazza), indicata da Stephen King come “il personaggio femminile più terrificante mai apparso in televisione”. Da non dimenticare, inoltre, Omar Little, vero e proprio simbolo della serie, interpretato da un incredibile Michael K. Williams.
Come detto in precedenza, la serie HBO non è purtroppo riuscita ad assicurarsi né un successo di pubblico consistente – perlomeno non subito – né un adeguato riscontro da parte dei premi più “prestigiosi”, che hanno deciso di ignorare l’incredibile valore di uno dei capisaldi della storia televisione, uno show che non ha bisogno di riconoscimenti ufficiali per confermare la sua immensa qualità. David Simon è riuscito a confezionare un prodotto denso eppure usufruibile da tutti, opprimente eppure capace di regalare le soddisfazioni più grandi; parlare di perfezione è sempre un azzardo, ma quando si tratta di The Wire il termine sembra essere l’unico veramente adatto.

lunedì 4 maggio 2015

martedì 24 marzo 2015

1992!


domenica 15 marzo 2015

quindicimarzo

 


 

mercoledì 11 marzo 2015

lunedì 2 marzo 2015

73


Never My Love


You ask me if there'll come a time
When I grow tired of you
Never my love
Never my love
 

You wonder if this heart of mine
Will lose its desire for you
Never my love
Never my love
 

What makes you think love will end
When you know that my whole life depends
On you (on you)
 

Never my love
Never my love
 

You say you fear I'll change my mind
And I won't require you
Never my love
Never my love
 

  How can you think love will end
When I've asked you to spend your whole life
With me (with me, with me)

martedì 24 febbraio 2015

Subterranean Homesick Blues

« Non hai bisogno di un meteorologo per sapere da che parte soffia il vento »
 

venerdì 20 febbraio 2015

giovedì 19 febbraio 2015

Charlotte Gainsbourg - "Beauty Mark"

I've got a beauty mark
Written on my skin
Close to my heart
My favourite part
My beauty mark
I keep it out of sight
Safe from the world outside
This old battle scar
This secret part
My beauty mark
This little death
This mark of sin
Forever printed on my skin
I'll keep it for you
This hidden place
This private part
This secret door into my heart
I'll keep it for you
This precious jewel
This darling bud
This tiny reservoir of blood
My beauty mark
I'll keep it for you 

 https://www.youtube.com/watch?v=lCeWs62ya0w

mercoledì 18 febbraio 2015

lunedì 16 febbraio 2015

Sunday fucking Sunday


My best TV series (so far)

1.  LOST
2.  BREAKING BAD
3.  SONS OF ANARCHY
4.  THE WIRE
5.   HOMELAND
6.   BONANZA
7.   BOARDWALK EMPIRE
8.   ROMANZO CRIMINALE
9.   LUTHER 
10. SHAMELESS
11. ROMA 
12. ALIAS

1.   SANFORD AND SON
2.   SEINFELD
3.   CHEERS
4.   THE IT CROWD

5.   TWO AND A HALF MAN
6.   COMPLETE SAVAGES
7.   ACCORDING TO JIM
8.   SCRUBS
9.   $#*! MY DAD SAYS

1.   BATTLESTAR GALACTICA
2.   DUNE
3.   GAME OF THRONES
 
4.   UFO 
5.   STAR TREK
6.   FLASH FORWARD
7.   FALLING SKIES
8.   THE WALKING DEAD
9.   LIFE ON MARS
10. FRINGE
11. HAVEN

sabato 14 febbraio 2015

PENSACI SU (think it over)



Al risveglio guardò assorto il viso di lei
sulle labbra il suo profumo, il suo sapore
capelli neri che le incorniciavano il viso perfetto
quella sua mente meravigliosa
e quella sua incredibile grazia

E così la svegliò, la svegliò di colpo
per offrirle il suo cuore
una volta per tutte, per sempre
e le prime parole che lei udì da lui
erano davvero così dolci
le chiedeva di sposarlo, e di

Pensarci su
tesoro, pensaci su
pensaci su,
tesoro, perchè non ci pensi su?

Lei disse: da qualche parte c’è un posto lontano
dove tutto è ordinato e tutto è grazia
nessuno è mai nella disgrazia lì
e tutti sono saggi
e tutti hanno buon gusto

E poi sospirò, be’ la-dee-dah-dee-dah
io e te abbiamo fatto tanta strada
e dobbiamo davvero stare attenti
a ciò che diciamo
perché quando chiedi il cuore a qualcuno
devi sapere che sei bravo
bravo abbastanza da preoccupartene, quindi

Ci penserò su
tesoro penserò su
ci penserò su
tesoro ci penserò veramente su

lunedì 9 febbraio 2015

My open list

  Vespa 50 special - via Soldini
the day of the Leave
 July 
the Cake
the first time He called me dad
Her first and only exam
in the Church
the day She was born
the 1st Dan examination
every Time

!


Bill Of Rights

Second Amendment

'A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed.'


venerdì 30 gennaio 2015

SOA

Doubt thou the stars are fire,
Doubt that the sun doth move,
Doubt truth to be a liar,
But never doubt I love.

Dubita che di fuoco siano gli astri
Dubita che si muova il sole
Dubita che menzognero sia il vero
Ma non dubitare del mio amore.

 

 

martedì 27 gennaio 2015

ventisette gennaio




lunedì 19 gennaio 2015

venerdì 16 gennaio 2015

talk about the passion

Preghiere vuote, bocche vuote, quanta reazione
Preghiere vuote, bocche vuote, parlo di passione
Non tutti possono sobbarcarsi il peso del mondo
Non tutti possono sobbarcarsi il peso del mondo 

Parlo di passione
Parlo di passione

 Preghiere vuote, bocche vuote, quanta reazione
Preghiere vuote, bocche vuote, parlo di passione
Quanto, quanto, quanto tempo?
Parlo di passione
Parlo di passione

giovedì 8 gennaio 2015

1/7