'... There’s a bit of magic in everything and then some loss to even things out ... ' LR
... Perché dopo il messaggio di Armstrong, «qui base della Tranquillità, l’Aquila ha atterrato», la tensione si ruppe e salì al cielo un applauso che era l’applauso più fragoroso e più lungo che avessi mai udito, e insieme all’applauso un concerto di singhiozzi, di urli, di esclamazioni dove il sollievo si univa alla gioia, la gioia allo stupore, lo stupore all’orgoglio, e ciò non soltanto nell’auditorium, ma nei corridoi, nelle cabine radio, nelle stanze delle telescriventi, negli uffici, nello stesso Centro controllo dove mi dicono che Von Braun piangesse come un bambino. E piangeva Wally Schirra, e molti degli astronauti, e i direttori di volo. Il volto di Pete Conrad aveva il colore del gesso, quello di Alan Bean che scenderà con lui era terreo. Si alzò Charlie Duke, lasciò il posto a Ron Evans, spalancò la porta del Centro controllo, entrò nel recinto dei Vip e aggrappandosi a tutti balbettava: «We did it, we dit it! Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta!». Poi Duke uscì dal recinto dei Vip, si mise a correre per le stanze, per gli edifici, ripeteva «we did it, we did it, o God God God! Dio Dio Dio!». Questi uomini forti, sempre freddi e sempre distaccati, questi uomini sempre convinti che una ruota debba girare per il semplice fatto che è una ruota. Ci volle un bel po’ perché si ricomponessero, ci ricomponessimo, e ripensassimo alla voce con cui Armstrong aveva detto «l’Aquila è atterrata». Una voce soffice, tranquilla, priva di qualsiasi emozione ...
I can't seem to face up to the facts
I'm tense and nervous and I
Can't relax
I can't sleep 'cause my bed's on fire
Don't touch me I'm a real live wire
Psycho Killer
Qu'est-ce Que C'est
fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
Psycho Killer
Qu'est-ce Que C'est
fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
You start a conversation you can't even finish it.
You're talkin' a lot, but you're not sayin' anything.
When I have nothing to say, my lips are sealed.
Say something once, why say it again?
Psycho Killer,
Qu'est-ce Que C'est
fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
Psycho Killer
Qu'est-ce Que C'est
fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
Ce que j'ai fais, ce soir la
Ce qu'elle a dit, ce soir la
Realisant mon espoir
Je me lance, vers la gloire ... OK
We are vain and we are blind
I hate people when they're not polite
Psycho Killer,
Qu'est-ce Que C'est
fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
Psycho Killer,
Qu'est-ce Que C'est
fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
oh oh oh oh oh oh oh oh....
Lontano, lontano nel tempo, qualche cosa negli occhi di un altro ti farà ripensare ai miei occhi, i miei occhi che t'amavano tanto. E lontano, lontano nel mondo, in un sorriso sulle labbra di un altro, troverai quella mia timidezza per cui tu mi prendevi un po' in giro.
E lontano, lontano nel tempo, l'espressione di un volto per caso ti farà ricordare il mio volto,
l'aria triste che tu amavi tanto.
E lontano, lontano nel mondo, una sera sarai con un altro e ad un tratto chissà come e perché,
ti troverai a parlargli di me, di un amore ormai troppo lontano.
A hierarchy
Spread out on the nightstand
The spirit of team
Salvation is another chance
A sore loser
Yelling with my mouth shut
A cracking portrait
The fondling of trophies
The null of losing
Can you afford that luxury?
A sore winner
But I'll just keep my mouth shut
It shouldn't bother me
But it does
The small victories
The cankers and medallions
<<
They keep me thinking
That someday
I might beat you
But I'll just keep my mouth shut
It shouldn't bother me
But it does
IF I SPEAK AT ONE CONSTANT VOLUME AT ONE CONSTANT PITCH AT ONE CONSTANT RHYTHM
RIGHT INTO YOUR EAR, YOU STILL WONT HEAR
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
Karl Malden dies at 97
Karl Malden, a versatile Oscar-winning actor who built a six-decade Hollywood career playing heroes and heavies -- and, often, relatable ordinary men -- yet who was certain he was best known as a commercial pitchman for American Express, has died. He was 97.
Malden died Wednesday of natural causes at his Brentwood home, said Mila Doerner, a daughter...
(L.A. Times)
Malden, nato a Chicago il 22 marzo 1912 da padre di origine serba e madre ceca, era un celebre caratterista, con preferenze per personaggi duri e spietati, e protagonista della serie tv "Le strade di San Francisco". Una carriera lunghissima, indimenticabili i suoi ruoli in "Fronte del porto" (1954), "Baby Doll" (1956), entrambi di Kazan; "Io confesso" (1953) di Alfred Hitchcock, "Prigioniero della paura" (1957) di Robert Mulligan, "I due volti della vendetta" (1961) di Marlon Brando, "Il grande sentiero" (1964) di John Ford, "Uomini selvaggi" (1971) di "Blake Edwards" e "Pazza" (1987) di Martin Ritt.
(corriere.it)

Romance in Durango è la settima traccia di Desire, uno degli album più venduti di Bob Dylan. Il primo verso della canzone è ispirato da una cartolina inviata a Jaques Levy dal commediografo Jack Gelber raffigurante dei peperoncini. Da questo verso si svilupperà poi tutta la canzone che ha come protagonisti due fidanzati che fuggono verso Durango dopo che lui ha ucciso una persona in un'osteria.
La canzone è stata tradotta in italiano da Massimo Bubola e Fabrizio De André, ed inserita nell'album del cantautore genovese Rimini; i due traducono il ritornello della canzone (che nell'originale è una lingua inventata anglo-ispanica) in una sorta di dialetto meridionale "napoletaneggiante", lasciando inalterata la struttura narrativa del testo.
Peperoncini rossi nel sole cocente
polvere sul viso e sul cappello
io e Maddalena all'occidente
abbiamo aperto i nostri occhi oltre il cancello
Ho dato la chitarra al figlio del fornaio
per una pizza ed un fucile
la ricomprerò lungo il sentiero
e suonerò per Maddalena all'imbrunire
Nun chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango
Dopo i templi aztechi e le rovine
le prime stelle sul Rio Grande
di notte sogno il campanile
e il collo di Ramon pieno di sangue
Sono stato proprio io all'osteria
a premere le dita sul grilletto
vieni, mia Maddalena voliamo via
il cane abbaia e quel che è fatto è fatto
Nun chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango
Alla corrida con tequila ghiacciata
vedremo il toreador toccare il cielo
all'ombra della tribuna antica
dove Villa applaudiva il rodeo
Il frate pregherà per il perdono
ci accoglierà nella missione
avrò stivali nuovi un orecchino d'oro
e sotto il velo tu farai la comunione
La strada è lunga ma ne vedo la fine
arriveremo per il ballo
e Dio ci apparirà sulle colline
coi suoi occhi smeraldini di ramarro
Nun chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango
Che cos'è il colpo che ho sentito
ho nella schiena un dolore caldo
siediti qui trattieni il fiato
forse non sono stato troppo scaltro
Svelta Maddalena prendi il mio fucile
guarda dov'è partito il lampo
miralo bene cerca di colpire
potremmo non vedere più Durango
Nun chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango

Yukio Mishima (三島由紀夫) pseudonimo di Hiraoka Kimitake (平岡公威) (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è stato uno scrittore e drammaturgo giapponese.
Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha più volte stroncato). Le sue numerosissime opere spaziano dal romanzo alle forme rimodernizzate e riadattate di teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, quest'ultimo rivisitato in chiave moderna. Personaggio difficile e complesso, spesso in Europa travisato ed etichettato genericamente come "fascista", era in realtà un nazionalista nostalgico, un conservatore decadente come lo definì Alberto Moravia che lo aveva incontrato nella sua casa in stile occidentale in un sobborgo di Tokyo. Tuttavia Mishima stesso non dichiarò mai apertamente di essere di destra, e anzi si identificò sempre come apolitico, soprattutto visto il suo astio nei confronti dei politici a lui contemporanei. Sicuramente uno dei suoi ideali più forti è il patriottismo, che ha ispirato anche numerosi personaggi delle sue opere, oltre al culto per l'Imperatore, non come personaggio storico o figura autoritaria ma come ideale astratto dell'essenza del Giappone tradizionale.
Con la sua tragica morte avvenuta in diretta televisiva nel 1970 all'età di 45 anni (data studiata e ponderata accuratamente), con il suicidio rituale (seppuku), durante l'occupazione simbolica del ministero della difesa, suggellò la conclusione insieme della sua vita e della sua vicenda letteraria. Infatti poco prima del suo suicidio aveva consegnato all'editore l'ultima parte della tetralogia "Il mare della fertilità" (completata comunque tre mesi prima della consegna, ma sulla quale appare, nell'ultima pagina, la data simbolica "25/11/1970", quasi come a volere lasciare il suo ultimo testamento).
La sua uscita di scena era stata organizzata con lucidità maniacale e con una freddezza difficile da comprendere.[senza fonte] Uscendo dal suo studio per andare incontro all'epilogo della sua vita lascia un biglietto con su scritto "La vita umana è breve ma io vorrei vivere sempre". Tuttavia è necessario ed indispensabile ricordare che la morte ha sempre ossessionato Mishima durante tutta la sua vita, un'ossessione che si riflette chiaramente nelle sue opere.
Mishima fu anche fondatore di una organizzazione paramilitare, di cui lui era capo e finanziatore, chiamata Tate no kai (Associazione dello scudo) che rifiutava in maniera netta ciò che lui definiva una sottomissione del Giappone, ossia il Trattato di San Francisco del 1951 col quale il suo paese aveva rinunciato per sempre a possedere un esercito affidando la propria difesa agli Stati Uniti. Mishima insistette spesso sulla funzione non reale ma simbolica del suo esercito, composto solo da 100 giovani selezionati dallo scrittore stesso, inteso come esercito di salvaguardia dello spirito tradizionale giapponese e difensore dell'Imperatore.
(it.wikipedia.org)
Svegliati e vivi, si, svegliati e vivi
Svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi
La vita è una grande strada con parecchi segnali
Così quando corri in carreggiata
Non complicarti le idee
Rifuggi l'odio, il male e la gelosia
Non seppellire le tue idee
Trasforma le visioni in realtà, sì!
Tutti insieme ora
Svegliati e vivi, svegliati e vivi
Svegliati, svegliati e vivi
Svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi
Destati potente popolo
C'è un'opera da compiere
Così facciamola un po' alla volta
Destati dal tuo torpore inquieto
Noi siamo più della sabbia sulla
Spiaggia, noi siamo più che numeri
Tutti insieme ora
Svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi
Svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi
Vedi, basta poco per essere felici
Anche se oggi vivi alla grande
Domani sarai sepolto in una cassa
Vedi, basta poco per essere felici
Anche se oggi vivi alla grande
Domani sarai sepolto in una cassa
Tutti insieme ora
Svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi
Svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi, continua a giocare
Svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi, svegliati e vivi ora
Svegliati e vivi, rompi il cerchio
Come ci si sente lassù?
Svegliati, sentiti sveglio
Svegliati, svegliati
Svegliati, svegliati, avanti uomo
Devi svegliarti e vivere
Svegliati, svegliati, svegliati, svegliati
TRAMA:
Philip Marlowe (Elliott Gould) - detective privato - aiuta l'amico Terry Lennox (Jim Bouton) a fuggire in Messico - questi ingiustamente accusato di avere ucciso la moglie. La polizia locale scopre il piano di Marlowe e lo arresta con l'accusa di favoreggiamento: dopo poco tempo, Philip viene rilasciato poiché Lennox si è suicidato. Tornato tra le spiagge di Malibu - la sua patria - Marlowe acconsente a lavorare per la moglie di un vecchio scrittore alcolizzato, Roger Wade (Sterling Hayden). Durante l'incarico assegnatogli dalla moglie di Wade, il gangster Marty Augustine (Mark Rydell) cerca di uccidere Marlowe, con l'accusa di aver rubato insieme al defunto Lennox una ingente somma di danaro - al cui furto avrebbe partecipato anche Marlowe.
« Splendido canto funebre di un personaggio e di un genere, privo di suspense in senso tradizionale, ma percorso da una sottile inquietudine che via via si trasforma in autentica tensione. Altman (con la collaborazione della sceneggiatrice Leigh Brackett) rilegge il romanzo omonimo di Raymond Chandler "aggiornandolo" con rispetto e intelligenza: Marlowe (di cui Gould dà un'interpretazione perfetta, scanzonata e crepuscolare) diventa "un antieroe superato dagli avvenimenti che non riesce mai a controllare", ma che saprà riscattarsi nella scena finale con una scelta di morale che è una coerentissima risposta all'involuzione della società. Stupefacente la fotografia notturna di Vilmos Zsigmond e indimenticabile lo scrittore hemingwayano interpretato da Sterling Hayden »
(Paolo Mereghetti, Il Mereghetti Dizionario dei film 2008)
Vorrei essere una bomba al neutrone, per una volta avrei potuto esplodere
Vorrei essere un sacrificio ma in qualche modo ancora vivo
Vorrei essere un ornamento sentimentale da appendere sull'albero di natale
Vorrei essere la stella che va sulla punta
Vorrei essere la testimonianza
Vorrei essere il suolo per cinquanta milioni di mani alzate
E aperte verso il cielo
Vorrei essere un marinaio con qualcuno che mi aspettasse
Vorrei essere fortunato, fortunato come lo sono io
Vorrei essere un messaggero con buone notizie
Vorrei essere la luna piena che risplende sul cofano di una Camaro
Vorrei essere un alieno a casa dietro il sole
Vorrei essere il souvenir da appendere come porta chiavi
Vorrei essere il pedale del freno da cui dipendi
Vorrei essere il verbo "credere" e non deluderti mai
Vorrei essere una canzone per la radio la sola che tu accendi